domenica 22 novembre 2009

Santan"chè" al crocefisso, Subito!


Per chi ha visto questo ridicolo e infame programma televisivo, di una ridicola e infame TV, appartenente da un ridicolo e infame cavaliere, mi dispiace, ha perso il tempo! Io, ovviamente, questa merda non ne ho guardata, ma grazia all’YouTube* ho avuto il disgusto di vedere la ridicola e molto infame Daniela Santanchè, che Il 9 novembre 2009 nel corso della trasmissione Domenica cinque, trasmessa da Canale 5, durante una discussione con l'imam di Segrate Ali Abu Shwaima, riguardo la presenza del crocefisso nelle scuole, afferma che: “Maometto aveva nove mogli, l'ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!”

Cosa potrei dire? Ignoranza? Sicuramente! Mancanza di rispetto? Certamente! Atto violento? Indiscutibilmente!

Adesso però chiedo in anticipo delle scuse a tutti i cristiani e a tutti gli altri religiosi che professano un’altra fede, specialmente i mussulmani e gli ebrei, poiché dovrei essere radicale e amaro per risponderla. Lascio chiaro che rispetto tutte le religioni, nonostante io non sia un credente, e cerco sempre, diverso di questa incapace Santanchè, i contesti dei fatti, e ciò non mi permette di dire che Maometto, Gesù, Abramo, Mosè erano dei poligami, pedofili**, etc.

Però per risponderla con la stessa moneta, attacco la sua religione, che può essere qualunque, tranne quella che lei dice di seguire, il cristianesimo e le altre monoteiste. La religione della Santanchè è l’ipocrisia, l’ignoranza, la stupidità, il razzismo, la violenza, la xenofobia, l’intolleranza, l’incompetenza.

L’idiota della Santanchè, afferma dunque che Maometto era poligamo e pedofilo. Allora, vorrei sapere cosa questa incapace che vive sotto la mediocre, dice di Dio? Anche’esse un pedofilo? Maria, la mamma di Gesù, fu incinta ai 14 anni, prima di sposarsi. Abramo, patriarca degli ebrei, cristiani e musulmani, Mosè, Jacopo, Giuseppe avevano altre mogli. Poligami anche loro? Facile mettere la dita in faccia degli altri. Una stupida che non conosce nemmeno la storia della propria religione.

Per peggiorare la situazione, la limitata Maria Carmela D'Urso, nota Barbara D’Urso, conduttrice del programma Domenica Cinque, ha fatto un commento ridicolo su crocefisso, dicendo che esso è il simbolo della sofferenza e della vita. Della sofferenza, può essere, della vita, assolutamente no! Secondo i cristiani Gesù è morto nel crocefisso, quindi se fosse avesse vissuto lui negli anni ’70, sarebbe morto nella sedia elettrica, e adesso con l’iniezione letale, quindi dovevamo aver una sedia elettrica e/o una siringa?

Questa storia del crocefisso mi annoia. Ci sono tante questioni importanti in Italia. L’esempio e la cultura di una religione è passato dai genitori, dalla comunità da cui si è inserito.




*per vedere l'intervento dell'ignorante Santanché, click sul Link
** Lascio chiaro che non penso, non credo e non mi interessa il fatto che questi personaggi siano pedofili e/o poligami. Non penso così, ma ho soltanto riposto i mediocri, ignoranti e infondati argomenti dell'idiota protagonista di questo post.


sabato 30 maggio 2009

ROULETTE la RUSSA


Bene amici miei,

Oggi sul Corriere, un articolo tipico sinistro. Un giovane anarchico viene fermato dai Body Gard perché, secondo "il protetto", cioè il ministro della difesa, Ignazio La Russa, si è avvicinato dal politico in modo minaccioso, ieri, a Genova. Non ha lanciato nulla, non aveva un arma. Niente, liscio come il buon caffè che prendo alla stazione centrale di Milano. Ma "povero" ragazzo, cosa aveva in mente? Forse uccidere questo noto uomo? Sarebbe stata una crisi, lutto ufficiale mondiale. Tutti i giornali del pianeta: La Roulete Russe in Italie, Italy, Italien, Itàlia, Italia. Probabilmente l'intenzione era dire due, tre paroline poco amabile (ma meritate però!) al celebre ministro.

Il tipo è stato aggredito in modo esagerato e violento dagli uomini di La Russa, nonostante la presenza dei giornalisti (tra l'altro, l'immagine non è mia, ma di un fotografo del Corriere). E poi, come si può interpretare della foto, il tizio già caricato e con le mani immobilizzate, becca un pugno codardo e criminoso dal senatore PDL Giorgio Bornacin. Vergogna.

Devo commentare qualcos'altro?


mercoledì 27 maggio 2009

Impeachment Subito!

Questo Blog è a favore e impegnato all'Impeachment di Silvio Berlusconi, cioè  il rinvio a giudizio del Primo Ministro italiano per la sospetta di aver commesso determinati illeciti nell'esercizio delle sue funzioni.

La nuova ragazza di Silvio Berlusconi - Video YouTube

Noemi Letizia in Berlusconi - ECCO IL VIDEO

DUCE SILVIO BERLUSCONI - peggio di Mussolini

Baleful influence of Burlesque cronies

Published: May 26 2009 20:12 | BY FINANCIAL TIMES

Fascism is not a likely future for Italy. That is worth saying, because it is being forecast. Many assume that the financial crisis plus Silvio Berlusconi equals a return to fascism. It did, after all, start there.

But that is an unlikely outcome now. Italy in the early 1920s, when Benito Mussolini rose to power, was reeling from a brutally Pyrrhic victory over the Austrians in 1918, the degradation of the political class and a rising threat from leftwing totalitarianism. Mr Berlusconi is clearly no Mussolini: he has squads of starlets, not of Blackshirts.

The real dangers lie elsewhere. Over the 15 years of his political career – always as prime minister, or as leader of the opposition – he has had a largely untrammelled opportunity to shift the national mood rightwards. This he has done not by crude propaganda but by a steady concentration on glitz, glitter and girls and a hyperbolic style of media-geared rhetoric that sees all opposition as communist and himself as a victim.

Now, as hard questions are posed on his relationship with a teenage would-be starlet – first raised by his wife – he has turned on the most obstinate questioner, the left-of-centre daily La Repubblica, issued a veiled threat through an associate and sought to render the questions invalid because politically tainted.

He has shown equal belligerence towards magistrates who judged he had bribed the British lawyer David Mills (to avoid corruption charges) – calling them “leftwing activists” – even though parliament has made him immune from prosecution.

Still dissatisfied even with such a useful parliament, he has called it “useless” and said it should be drastically reduced to 100 members, while his powers increase. He has sought to rouse the masses in his favour, by encouraging a “popular initiative” to collect the required 500,000 signatures for the measure.

But the danger of Berlusconi is of a different order to that of Mussolini. It is that of media sapping the serious content of politics, and replacing it with entertainment. It is of a ruthless demonisation of enemies and refusal to grant an independent basis to competing powers. It is to place a fortune at the service of the creation of a massive image, composed of assertions of endless success and popular support.

That he is so dominant is partly the fault of a faltering left; of weak and sometimes politicised institutions; of journalism which has too often accepted a subaltern status. Most of all it is the fault of a very wealthy, very powerful and increasingly ruthless man. No fascist, but a danger, in the first place to Italy, and a malign example to all.

Le fascisme n'est pas un futur probable pour l'Italie. Cela vaut la peine de dire, parce que il est prévu. Beaucoup supposent que la crise financière et Silvio Berlusconi équivaut à un retour au fascisme. Il n'a, après tout, commencer là. 

Mais ce résultat est peu probable maintenant. L'Italie au début des années 1920, lorsque Benito Mussolini au pouvoir, a été ébranlé par une brutalement la Pyrrhus victoire sur les Autrichiens en 1918, la dégradation de la politique classe et une menace croissante de gauche, le totalitarisme. M. Berlusconi est 
manifestement pas de Mussolini: il a des escadrons de starlettes, pas de Blackshirts. 

Les vrais dangers sont ailleurs. Au cours des 15 années de sa carrière politique - Toujours en tant que Premier ministre, ou en tant que leader de l'opposition -, il a eu un en grande partie libre de la possibilité de déplacer la droite nationale humeur. Ce qu'il a fait non pas en brut de la propagande, mais par une concentration constante sur paillettes, paillettes et filles et un style hyperbolique de la rhétorique des médias orientés qui voit tout comme l'opposition communiste et lui-même comme une victime. 

Aujourd'hui, alors que des questions sont posées sur sa relation avec une adolescente être serait-starlette - soulevée pour la première fois de son épouse - qu'il a tourné sur les plus obstiné question, la gauche du centre-quotidien La Repubblica, a publié un menace voilée par le biais d'une association et a cherché à rendre les questions valable parce que politiquement corrompus. 

Il a fait preuve d'agressivité envers l'égalité des magistrats qui ont jugé qu'il avait soudoyé l'avocat britannique David Mills (pour éviter les accusations de corruption) -- les qualifiant de «militants de gauche" - même si le Parlement a fait de lui l'abri de poursuites. 

Toujours insatisfait, même avec un tel parlement utile, il a appelé "Inutile" et a dit qu'il devrait être considérablement réduit à 100 membres, tout en ses pouvoirs augmenter. Il a cherché à mobiliser les masses en sa faveur, par encourager une "initiative populaire" pour collecter les 500.000 signatures pour la mesure. 

Mais le danger de Berlusconi est d'un ordre différent de celui de Mussolini. C'est que les médias de saper le sérieux du contenu de la politique, et en le remplaçant par le divertissement. Il est d'une impitoyable diabolisation de ennemis, et le refus d'accorder une base indépendante de la concurrence de pouvoirs. Il est de mettre une fortune au service de la création d'une grande image, composé d'affirmations sans fin de succès et de soutien populaire. 

Cela est si dominante, il est en partie la faute d'un essoufflement à gauche, de la faiblesse de et parfois politisée institutions; de journalisme qui a trop souvent accepté un statut subalterne. La plupart de tous c'est la faute d'un très riche, très puissant et de plus en plus impitoyable homme. Pas de fasciste, mais un danger, en premier lieu à l'Italie, et un exemple pour tous les calomnier.

martedì 26 maggio 2009

Sostiene Berlusca



La mia avventura in Francia è italiana. Da quando sono venuto a cercare casa fino alla fine di quest'anno accademico ho vissuto, parlato, litigato, manifestato, riso, uscito, mangiato, ospitato soltanto italiani. Mi sono divertito tantissimo. Ho conosciuto - e ho scoperto tra quelli che già conoscevo - delle persone fantastiche, e altre che avrei preferito non conoscere o frequentare.

Essendo italiano e nello stesso tempo straniero ho la fortuna di analizzare coscientemente e incoscientemente, sia come sociologo, che giornalista, alcuni aspetti della "nostra" cultura. Potrei, volendo, scrivere un articolo scientifico sulle mie osservazione. Forse lo farò, forse no.

Il mio intuito però in questo post, che arriva già al suo terzo paragrafo, è sottolineare una sola  caratteristica di questo ampio cerchio di oltre 250 giovani (tra 20 e 36 anni), formato dalla maggioranza studentesca, con qualche macchio di precari e lavoratori: A tutti dispiace il fatto di Silvio Berlusconi sia il nostro primo ministro. Infatti, anche a me. Tanto!

Mi sono reso conto che alla gran parte di questo gruppo, Berlusconi sia il male incarnato, non per la sua piattaforma/ideologia politica, ma per il suo controverso personaggio e le sue abituali cavolate. Periodicamente i media pubblicano qualche perla del cavaliere, che sicuramente sarà uno dei argomenti da essere discussi negli incontri tra il popolo dantesco. "Hai visto l'ultima di Berlusconi?", è la frase che settimanalmente devo acoltare. Lasciamo perdere allora il mare dei video, testi, gruppi e frasi pubblicate sulla bacheca di  Facebook: "SFIDA: STIAMO CERCANDO 20 MILIONI DI ITALIANI CHE NON VOTERANNO BERLUSCONI"; "Sorry Barack for our prime minister.. Obama scusa, Berlusconi è un coglione"; "IO MI VERGOGNO DI ESSERE RAPPRESENTATO NEL MONDO DA SILVIO BERLUSCONI!", ecc.

Devo confessarvi che sono annoiato e non mi va più parlare male di Silvio Berlusconi nel ruolo di principe cafona che non smetterà mai di mettere in imbarazzo gli italiani per le sue cazzate (scusate il termine). Non me ne frega niente se scopa una diciottenne, se ha tradito e lasciato la moglie, se ha fatto la chirurgia plastica, se porta la bandana, se non parla una lingua straniera, se urla davanti la regina inglese, se parla al telefono mentre la Bundeskanzler tedesca Merkel lo aspetta, se ci prova con tutte le donne carine, se dice che Obama è abbronzato e Fredrik Reinfeldt è candido. Anche la bella Beatrice Borromeo ha ripetuto le cretinate del premier nel suo giusto sfogo contro la censura dalla Rai2 (Lascio qui, come giornalista, sociologo e cittadino, la mia solidarietà a Beatrice). Ovviamente tra i tanti bizzarri prodigi berlusconiani ci sono alcuni inaccettabili, come quando diede di «Kapò» al tedesco Schulz, per esempio. Il problema è che, almeno qui a Parigi, quando esco - per fortuna poche volte - con alcuni italiani, l'argomento "Hai visto l'ultima di Berlusconi?" viene ad interrompere il momentaneo, ma piacevole,  silenzio della pausa sigaretta. E poi la dinamica è sempre la stessa. 

"Hai visto l'ultima di Berlusconi?"
"Beh, chi non ha visto?!"
Poi, nonostante entrambi hanno la conoscenza del fatto, si racconta lo stesso. Gli altri attorno si aggiungono e cominciano a ricordare tutte le sue prodezze. Ridono, si lamentano e finisco le sigarette prima di tornare a parlare degli esami, di lavoro o male della gente. CHE NOIA! Tutto ciò inutile, giacché metà degli italiani sostiene questo personaggio intrigante, che è il primo ministro dell'Italia. La mia tesi è che alla fine, senza sapere, anche i giovani universitari, precari e lavoratori (citati nei paragrafi precedenti) che formano i piccoli cerchi per ricordare le fesserie di Berlusconi, sì, anche loro, sostengono l'attuale governo. 

Qualcuno mi dà di pazzo o incoerente? Mi spiego: L'opposizione legittima la democrazia (sistema che secondo me, in Italia, è quasi inesistente). Qualcuno mi potrà chiedere: "E allora, dobbiamo stare zitti? Non dire niente e accettare passivamente il governo Berlusconi?".

"No! "

Però insisto che le critiche che procedono da questi miei pochi compagni sono inutili e inefficaci. Parolai impegnati ognuno con i cavoli propri, sia con lo studio, che con il lavoro, preoccupati soltanto con il loro futuro, della serie cosa farò e cosa avrò "da grande". Poi, nel momento di sfoghi, danno la loro contribuzione per il mantenimento del sistema neoliberale, criticando il personaggio Silvio Berlusconi. Hanno un atteggiamento arrogante, criticano le persone che pensano o si comportano in modo diverso. Ma non vanno oltre i discorsi, perché vivono sotto la mediocrità, orgogliosi dei loro titoli di studio, professioni, lingue parlate. Pensano solo al loro benessere, al loro futuro, nonostante due volte all'anno si dimostrano sensibile e coinvolti con la società, partecipando alle manifestazioni contro il governo, l'omofobia, razzismo, fascismo, ecc. "Oh, come siamo bravi! Facciamo anche la divisione dei rifiuti". 

Non posso dire che questi siano ipocriti, no, non è questo! L'unica cosa che penso è che, senza accorgersi, mantengono la potenza del neoliberalismo.

All'inizio di quest'articolo ho espresso la mia noia con l'argomento Berlusconi. Vi spiego. Silvio Berlusconi forse è attualmente il principale personaggio politico del mondo capitalista occidentale. Non esiste un altro come egli. Obama, come i suoi antecessori, ha gli Stati Uniti alle spalle. Silvio é Berlusconi e basta. Un uomo di potere. Le mie critiche verso di lui sono durissime. Per me è inconcepibile che un magnate dei mass media sia allo stesso tempo il Capo del governo di un Stato democratico. Tra l'altro, secondo me, un magnate dei Media è già un problema. 

Però in questo momento la presenza di Silvio Berlusconi al governo non è diversa di quella che fu di Prodi, per esempio, o che sarebbe stata di Veltroni. No, assolutamente! L'Italia, così come gli altri membri UE devono seguire una strada, quella del neoliberalismo. 

Un piccolo esempio che sostiene il mio argomento é il "NO GELMINI"! Una grossa onda di studenti si è mossa. Addirittura alcuni compagni italiani in Francia volevano rientrare in patria madre per partecipare ai cortei. Pure qui a Parigi si fece un presidio il 14 novembre 2008, con circa 300 persone. Fu molto bello, e poi?! Cosa è cambiato?

Gli studenti sono tornati ai libri, ai happy hours e, soprattutto, alle pause sigaretta, con i soliti discorsi e ricordi già manifesti in questo testo. Tutti preoccupati con gli esami, con la media dei voti, con la tesi, con i propri ombelichi, mentre le riforme dell'istruzione avanzano come pianificato, non dalla Gelmini o da Berlusconi, ma dall'UE, dal neoliberalismo. Le proposte all'Università della Gelmini sarebbero le stesse se il governo fosse un altro, e se il ministro dell'istruzione fosse Luigi Berlinguer o Giuseppe Fioroni. 

Dal NO GELMINI PARIS è nata l'Onda Europea. Sono dei giovani studenti, ricercatori, professori, professionisti che riescono andare oltre di commentare i discorsi impropri di Berlusconi. Studiano, lavorano tanto, si divertono e nello stesso tempo si mantengono impegnati contro il sistema vigente. Sono delle ragazze e dei ragazzi che si preoccupano con la situazione politica italiana, europea, globale, perché capiscono ormai che separarli, inoltre essere inutile e stupido, è uno spreco di energia. Non potrei dire che sono e sarò sempre d'accordo con tutto proposto dell'Onda, ma hanno il mio rispetto, perché non si limitano a criticare le "bravure" di Silvio Berlusconi.

Concludo dicendo che nemmeno a me Berlusconi piaccia. Per niente, però mi infastidisce il fatto che alcuni giovani italiani si perdono nelle critiche banale e normale a questo soggetto, ma paradossalmente non fanno altro che sostenerlo, con un atteggiamento neoliberale, egocentrico, egoista e sotto la mediocrità, non fregandosi alle questioni politiche e ai punti cruciali del governo e del sistema non solo italiano, ma europeo e globale.

Il governo italiano è una vergogna. Sarebbe comunque con chiunque al ruolo di Capo dello Stato. Certamente che la presenza di Berlusconi peggiora di bruto  la situazione, ma fermarsi alle critiche che si riferiscono al suo personaggio, ripeto, è inutile. La nostra lotta deve essere continua, contro di lui, ma soprattutto contro il Sistema.

Bibliografia:
SEVCENKO, N. A Corrida para o Século XXI - No loop da montanha-russa. Companhia das Letras, Sao Paulo, 2001.
LUHMANN, N. Die Kunst der Gesellschaft, PAULUS, Muench, 1996
DAL LAGO, A. e DE BIASI, R.. Un certo sguardo - Introduzione all'etnografia sociale. Laterza, Milano, 2006

sabato 2 maggio 2009

L’ONDA EUROPEA OCCUPA IL COMUNE DI PARIGI


Foto 1


Foto 2



Chi semina miseria raccoglie la rabbia


Parigi: un primo maggio di lotta. Dopo un corteo cha ha visto sfilare fra oltre un milione di persone , secondo quanto riferito dalla CGT, principale sindacato francese; 150 studenti e studentesse dell’onda europea hanno occupato l’Hotel De Ville, sede del Comune della capitale Francese, generalizzando lo sciopero che oramai da mesi ha bloccato le principali Università Parigine. Noi non paghiamo la vostra crisi: questo lo slogan urlato dagli occupanti che per circa un’ora si sono riuniti in assemblea nell’aula consiliare del comune di Parigi per ribadire lo loro contrarietà alle riforme dell’educazione in Europa, avviate dal Processo di Bologna nel 1999 e che hanno prodotto un continuo degrado della formazione e della ricerca pubblica. “Oggi è una grande sera. Non possiamo fermarci finché le politiche promosse dal Processo di Bologna non vengono abbandonate”, ha gridato una studentessa, seguita dagli applausi e del coro in unisono da parte degli occupanti: “No, no, Bologna no!”.

L’azione è stata organizzata dell’Onda Europea, ed è partita alle ore 21, in occasione del cambio di guardia all’ Hotel de Ville, a cui è seguita l’invasione in massa e in cordone del palazzo comunale. La polizia ha reagito immediatamente circondando l’edificio e sgomberando gli occupanti dopo circa un’ora alla presenza del Prefetto di Parigi, Daniel Canepa, che ha agito in qualità di moderatore. Dopo lo sgombero è seguito un corteo per le vie della città, scioltosi poco dopo nella piazza antistante il comune di Parigi.

"Credo che questa sia stata la seconda occupazione di tutta la storia del comuni parigino . Non ci fermeremo". commemora Mattia, studente Erasmus a Parigi, dell'università di Firenze, uno dei 30 italiani che parteciparono dell’occupazione.



Redattori: Jota Videira e Stefano Crabu

Foto: Jota Videira (Foto 1: Momento dell'invasione; Foto 2: Studenti nell'aula consiliare al l'Hotel De Ville, Parigi)

giovedì 15 gennaio 2009

La giustizia della Caipirinha

2009 è cominciato intenso. Gli abusivi massacri a Gaza e il casino politico italiano, senza dire la crisi finanziaria mondiale.

Tra Brasile e Italia qualcosa ha macchiato la diplomazia, e non è Amauri, l'attaccante della Juventus, che ancora non si sa se userà la maglia verde-oro o l'azzurra, ma la decisione del governo brasiliano e non estradare Cesare Battisti, l'ex integrante dei Proletari Armati per il Comunismo. 

Non sarò qui a difendere o no la decisione del governo di Lula da Silva. Il ministro Tarso Genro è un uomo serio, e con un storico politico pulito e virtuoso. Intendo però criticare il signore Francesco Merlo, "giornalista" del Repubblica, e il suo editoriale sul caso, all'edizione di oggi.

Merlo, che qui lo chiamerò Chico M..., cioè Chico sarebbe il suo soprannome in Brasile, così come Kakà sta per Ricardo, Lula per Luiz, ecc, e M..., invece lascio a voi, cari lettori e belle lettori, definire d'accordo con la vostra immaginazione, ha criticato la decisione del governo brasiliano, usando dei termini ridicoli.

Chico M... ha scritto (pagina 26, Repubblica del 15 gennaio 2009): "Il governo che fa capo a Lula sostiene che l'Italia, controllata dagli yankees di Guantamano e gestita dai mafiosi stragisti, perseguita 'lo scrittore Cesare Battist'i[...]". Non è vero che il governo brasiliano pensa così. Non sarebbe però difficile sostenere ciò, se, per esempio, succedono dei casi simile tra Guantamano e Parma, come il Repubblica ha pubblicato nella medesima edizione: Un vigile che fa scattare una foto-trofeo insieme allo studente Emmanuel Bonsu. Una vergogna. Signor Chico M..., secondo lei, l'Italia è un paese di primo mondo? Lei si fida della giustizia italiana?

Chico M..., ha scritto ancora: "Lula, che pure due mesi fa è stato ricevuto da Berlusconi, deve aver pensato che l'Italia è una repubblichetta latino europea come la sua è latino americana[...]". Molto semplicista questo commento. Potrebbe essere detto al bar, tra gli amici, ma non, mai, da uno che si dice giornalista. Chico M... è fuori e passionale. Lui critica il giudiziario brasiliano, dicendo che questo non potrebbe mai criticare la giustizia italiana. Uno scherzo, vero?! In Italia abbiamo il premier che inoltre essere pieno di problemi con la giustizia, ha pure il monopolio criminoso dei mezzi di comunicazione. Signor M..., lei crede veramente che la giustizia italiana sia seria? Che la politica italiana sia seria?
Lei, tra l'altro, secondo me è xenofobo e presunzioso di non considerare il Brasile un paese serio. I problemi ci sono. Tanti! Il Brasile da sempre è esplorato dai detti paesi di primo mondo. Il Brasile non è una grande favela, come pensa lei, e uno stato dominato dalle "guerrilhas" sudamericane. No! Ratifico, i problemi ci sono, tanti, non sono cieco e critico molto il paese e l'attuale governo, che ormai è liberalista, come il modello norte-americano, come l'Italia d'ora (però, fortunatamente, non abbiamo ancora gli stessi problemi sociali brasiliani. Ancora!).


domenica 4 gennaio 2009

Protesta


PT/BR: Sou contra o Estado de Israel. Sou contra la polìtica bélica israelense. Manifesto solidariedade ao povo palestino na faixa de Gaza.

IT: Sono contro lo Stato di Israele. Sono contro la politica di guerra israeliana. Manifesto solidarietà con il popolo palestinese nella striscia di Gaza.

EN: I am against the state of Israel. I am against the Israeli policy of war. I manifest profound solidarity with the Palestinian people in Gaza.

FR: Je suis contre l'État d'Israël. Je suis contre la politique israélienne de la guerre. Je manifeste profonde solidarité avec le peuple palestinien dans la bande de Gaza.

ES: Estoy en contra de el estado de Israel. Estoy en contra de la política israelí de la guerra. Me manifiesto profunda solidaridad con el pueblo palestino en Gaza.

DE: Ich bin gegen den Staat Israel. Ich bin gegen die israelische Politik des Krieges. Ich Manifest tiefe Solidarität mit dem palästinensischen Volk in Gaza.

أنا ضد دولة اسرائيل. أنا ضد السياسة الإسرائيلية من الحرب. أنا في إظهار تضامنها العميق مع الشعب الفلسطيني في قطاع غزة

אני נגד מדינת ישראל. אני נגד מדיניות של מלחמה. אני להפגין הזדהות עמוקה עם העם הפלסטיני בעזה

martedì 18 novembre 2008

L'Educazione messa in scena



L'onda anomala italiana non si ferma e arriva al Film Festival a Parigi

Gli italiani nella capitale francese fanno capire che la manifestazione del 14 novembre non era soltanto una succursale delle proteste a Roma. Con vita e assemblea proprie, gli studenti, ricercatori, professori, precari e altri professionisti si trovano periodicamente per discutere le loro azioni e le loro piattaforme di proteste contro le leggi e i progetti del governo italiano ed europeo all'educazione e cultura.

Ieri sera circa 50 persone hanno fatto un presidio con degli striscioni e cartelloni, con frasi del tipo "No Gelmini", "Non pagheremo la vostra crisi", tra altre, allo spazio Pierre Cardin, in occasione della serata di chiusura e premiazione del secondo Film Festival Italiano Miracolo (http://www.festivalcinemamiracolo.fr/). Subito dopo la consegna dei premi, gli studenti sono saliti sul palco e hanno fatto un duro discorso ilingue (italiano, francese) di 15 minuti contro la legge 133 in Italia e la privatizzazione dell'istruzione universitaria. Hanno avuto un ritorno positivo dai presenti, tra cui Laura Morente, "l'invitata di onore" che si è alzata per ascoltarli e applaudirli, Pierre Cardin, Nora Arnezeder, Luigi Lo Cascio.

Giovedì il movimento si aggiunge al corteo promosso dagli studenti francesi. La sera si riuniscono davanti all'Istituto Italiano di Cultura per un nuovo sit-in. Gli incontri in assemblea è settimanale, tutte le Domeniche in un centro culturale parigino. Loro discutono le piattaforme e i punti da difendere. Sperano di coinvolgere persone di altre nazionalità. "Ciò che succede in Italia è bruto, triste. Non possiamo fermarci e dobbiamo lavorare, pensare e agire a livello europeo", dice Carlotta, studente ferrarese erasmus di Bologna, uno dei leader dell'onda anomala a Parigi.

Il vincitore del festival è IL DOLCE E L'AMARO, di Andrea Porporati. Miglior film, e migliore attore, Luigi Lo Cascio.

sabato 15 novembre 2008

L’onda anomala colpisce anche in Francia





La giornata è cominciata con un presidio in zona consolato, passando dalla torre Eifel con un corteo e finendo all’Istituto Italiano di Cultura, davanti all’ambasciata.

Le riverberazioni delle voci ed urli di proteste “No Gelmini” arrivano anche a Parigi. Ieri, il 14 novembre, alle dieci del mattino 300 persone circa, di cui la maggioranza formata dagli studenti, si aggruppano ad una centinaia di metri dal consolato per protestare pacificamente. Le faccia colorate di blu, palloncini, con canzoni, striscioni e cartelloni con delle frasi bilingue del tipo: “No pagheremo la vostra crisi”. I ragazzi si aggiornavano continuamente con delle notizie di Roma. Volevamo sapere quanti erano, come era. “È molto triste ciò che succede in Italia adesso. Sono molto preoccupata. Vorrei essere anch’io a Roma e aiutare gli altri. Non posso, allora faccio la mia parte di qua”, ha dichiarato Chiara, di Salerno, a Parigi attraverso il programma di scambio universitario, l’Erasmus.

Alle 11.30 una commissione è andata dal console Luca Maestripieri a consegnare un documento che esprime rifiuto e indignazione verso le riforme della scuola e dell’università proposte dal governo italiano. In seguito, un’altra rappresentanza di studenti si è spostata all’ambasciata italiana portando lo stesso all’ambasciatore Ludovico Ortona. Gli studenti hanno avuto la promessa che i comunicati sarebbero spediti al Ministero dell’Estero.

Dopo alle ore 14 poco più della metà dei manifestanti hanno fatto un corteo fino la principale cartolina parigina, dove hanno fatto delle foto insieme ad un gruppo di turisti di Roma, che si sono aggiunti volontariamente. “Parigi è bellissima, ma ci dispiace non essere a Roma adesso per manifestare. Bravi, ragazzi, siamo con voi”, confessa una delle signore turiste.

L’ultimo appuntamento era davanti all’ambasciata alle 18, ma la strada è stata bloccata dalla polizia che ha minacciato gli studenti di caricarli caso rimanessero là. Salvatore, un professore d’italiano, che è a Parigi da 20 anni, presente tra gli manifestanti, ha suggerito di fare un sit-in all’interno della sala di eventi dell’Istituto Italiano di Cultura, proprio davanti alla principale rappresentanza del paese in Francia, che era piena in occasione della presenza del fotografo Mimmo Jodice. Dopo il discorso dell’artista, due studenti sono andati al pulpito e hanno fatto un discorso contro il governo di Silvio Berlusconi in italiano e in francese. Gli altri 70 manifestanti circa hanno aperto due striscioni. L’intervento è stato abbastanza applaudito.

L’onda anomala a Parigi, secondo gli studenti che la organizzano, deve continuare. Loro hanno fissato un’assemblea per domenica, il 15 novembre, sera per trattare i prossimi passi a Parigi, che potrebbe essere allo spazio Cardin, lunedì sera, all’ultima serata del Film Festival Italiano.

mercoledì 12 novembre 2008

VOLANTINO - NO GELMINI PARIS


Ecco il volantino in Italiano ;-)


Il “no Gelmini” raggiunge Parigi

La voce studentesca italiana risuona oltre i confini nazionali, “l’onda anomala” raggiunge l’attuale sede del presidente di turno dell’UE

 

Un movimento spontaneo di studenti italiani organizza un presidio: venerdì 14 novembre alle ore 11 a Parigi, davanti al consolato generale d’Italia. La manifestazione è aperta a tutti: studenti, ricercatori, professori, genitori, cittadini italiani e francesi, sensibili al futuro dell’Italia e dell’Europa. Al momento si stima una partecipazione di almeno 250 persone.

Lo scopo dell’evento è di manifestare contro la legge 133, detta Gelmini, e contro le proposte dell’attuale governo Berlusconi  in materia di cultura e istruzione. È un evento promosso “dal basso”, indipendente da qualsiasi gruppo, partito politico o sindacato e vorrebbe essere l’inizio di una riflessione più ampia sulle scelte europee in materia d’istruzione.

Sarà, inoltre, consegnato al console Luca Maestripieri un documento che esprime rifiuto e indignazione verso le riforme della scuola e dell’università proposte dal governo italiano. In seguito, una rappresentanza di studenti si sposterà all’ambasciata italiana portando lo stesso all’ambasciatore Ludovico Ortona


Altre informazioni sul sito NO GELMINI PARIS


 . . .


MERCOLEDì 12 Novembre: Questo pomeriggio al Centro Pompidou, ore 14,  ci sarà la consegna dei volantini per la distribuzione presso le università, scuole, Citè Université, ecc.

martedì 11 novembre 2008

Marco Travaglio - Anno Zero e le elezioni trentine

Quando dico che il giornalismo in Italia non esiste, cerco sempre di sottolineare che ci sono dei bravi professionisti. Marco Travaglio è uno. Non perché sia conosciuto da tutti e famoso, ma perché così lo vedo. Ovviamente ci sono altri sconosciuti molto competenti, anche nei giornali che sempre critico, come i provinciali l'Adige, Il Trentino, l'Arena. 

Adesso però scrivo qualche riga sul questa "star" dei media italiane.

Mi piace l'Anno Zero, compreso Santoro. I commenti di Travaglio sono divertenti e fatti bene. Sempre che posso guardo e riguardo le puntate. L'ultima che ho visto però merita dei commenti (per vederla click qui).

Nonostante sia un bravo giornalista, come ho detto prima, trovo queste sue partecipazioni all'Anno Zero come un editoriale, alla fine lui commenta e interpreta alcuni casi della nostra quotidianità.

In questa ultima, che potete vedere attraverso questo link Youtube che ho pubblicato sopra, ha parlato sui rapporti Italia vs USA, Berlusconi, Veltroni, Gelmini, Bush e Obama. Molto interessante.

L'unica cosa che discordo è con i numeri del governo di George W. Bush. Lo so che la situazione economica negli Stati Uniti d'America è peggiorata molto nelle ultime due gestioni, non per le scelte del governo, sì invece per il loro sistema neoliberalista. Sarebbe quindi successo lo stesso se i democratici fossero al potere. Il problema sono le decisioni del governo Bush al cercare di risolvere la crisi finanziaria, cioè, SECONDO ME, con le guerre, gli auto-attentati, ecc. I democratici, FORSE, farebbero diverso, ma non vuole dire che sarebbero stati giusti. Le guerre sarebbero state altre, sfruttando, per esempio, i paesi poveri, che uccide tanto come le guerre di Bush, ma senza le immagini dei media.

Per tutt'altro la partecipazione di Travaglio è stata opportuna, interessante. Da vedere e riflettere sopra.

 . . .

Elezioni nel Trentino: Non posso dire che sono felice con la vittoria di Dellai. Sono però molto contento che l'infernale Divina non abbia vinto e che Emilio Giuliana non stia fuori del consiglio trentino. 

Trento è una provincia piccola, organizzata, bella. Grazie, soprattutto e non solo, alla sua autonomia. Diverso della predica della Lega Nord, non è mica pericolosa. Ci sono dei problemi, ma non credo al punto di dire che qualcuno abbia paura di vivere là, anzi, sembra l'isola che non c'è. Se la sera è vuota, il motivo è che, purtroppo la città non offre niente, proprio niente alla popolazione, nemmeno un sistema di trasporto notturno a coloro che abitano in provincia, per esempio. 

Se non fossero gli studenti la città sarebbe morta dopo le 19 di sera, e sicuramente meno ricca.

Trento è una città che pensa come un piccolo paese. Deve crescere, mutare più velocemente. La vittoria della Lega sarebbe un passo indietro, una scelta retrograda.

Sono stanco di questi discorsi vuoti, imbecilli, pieni di pregiudizi, preconcetti e fobie contro gli stranieri, omosessuali, studenti, comunisti, ecc. Quando avrò soldi aprirò un bar in piazza duomo che si chiamerà San Marx. La decorazione sarà molto colorata. Sarà sempre aperto. Tutti le persone saranno rispettate, tranne, ovviamente quelli che non rispettano e non accettano il diverso.




lunedì 10 novembre 2008

Incontro per la Manifestazione di Venerdì 11 novembre



La domenica era fredda e impegnativa. Sono stato tutto il giorno davanti al computer ad arrabbiarmi con i "giornalisti" italiani e a risolvere delle questioni burocratiche.

La sera sono finalmente uscito di casa. Vado al centro Pompidou. C'erano 41 persone tra studenti e studentesse che discutevano la manifestazione di venerdì al consolato italiano a Parigi, contro la legge 133 (Gelmini) e le proposte dal governo Silvio Berlusconi all'Educazione e all'Istruzione in Italia.

Poi siamo andati all'appartamento di una compagna. Eravamo una ventina a discutere sempre la protesta, il presidio che si fa venerdì prossimo.

Sono abbastanza motivato e ottimista. Avremo anche l'appoggio degli studenti francesi. L'Italia si è mobilitata. Da Trento a Palermo, una scintilla agli altri studenti europei. Venerdì potrà essere un giorno storico per l'Italia e per l'Unione Europea. 

Domani, il martedì 11 novembre 2008, alle ore 19.30 , noi studenti italiani a PARIGI, ci troviamo in assemblea per discutere il grande incontro di venerdì.

Ecco gli indirizzo:

CICP
21 ter rue VOLTAIRE
75011 Paris
Metro RUE DES BOULETS - Linea 9
(vicino a Nation)

Ps- Portare da Bere ;-)

Ps2- Le foto degli incontri di domenica al centre Pompidou e all'appartamento a Pigalle.

Ps3- Sito manifestazione NO GELMINI PARIS: http://www.nogelminiparis.fr
E-mail: nogelminiparis@gmail.com

Un abbraccio a tutti e a MARTEDì.


Jota





domenica 9 novembre 2008

Il paese senza i giornalisti

Sarei troppo duro e bugiardo se dicessi che in Italia non esiste la Stampa, o meglio che non ci sono i giornalisti veri. Anzi ci sono i bravi professionisti, pochi però!

Parlavo con con un'amica del nord del paese, che difende la tesi che i giornalisti sono soltanto coloro che hanno un lavoro con contratto firmato con una testata. Mi dispiace se lei pensa così, perché io non ce la faccio a chiamare "collega" coloro che scrivano al "Il Giornale", per esempio. E tanti altri, soprattutto del gruppo Mediaset. 

Il giornalista è una professione, non un cargo. Questo la mia giovane amica non capisce. Un medico che non lavora al momento, sarebbe ben capace di aiutare una persona bisognosa, ma uno che non ha studiato medicina, che quindi NON è medico, all'ospedale, metterebbe il malato in pericolo di morte (e non in pericolo di vita, come erroneamente i giornali italiani insistono in scrivere). Così è l'Italia per quello che riguarda il giornalismo.

L'Ordine dei Giornalisti è un frutto del fascismo. Emilio Fede, Giuliano Ferrara e altri noti giornalisti potrebbero essere al massimo pubblicisti. 

...

La nuova perla di Silvio Berlusconi: "Obama [...] è giovane, bello e abbronzato". Beh, cosa scrivere sul di questo?! Vergogna di essere italiano. L'Italia è un paese meraviglioso. Una potenza in qualsiasi aerea, tranne politica. Mussolini, Craxi, Berlusconi, Cossiga, Bossi, Andreotti, ecc.


...


Manifestazione NO GELMINI - il 14 febbraio: Ci siamo. Uniamoci a Paris, davanti al consolato italiano a Parigi:

il 14 Febbraio
Ore: dalle 10 alle 12 - mattino

Dove: Consolato Italiano a Parigi
blvd EMILE AUGER 5
75016 Paris


giovedì 6 novembre 2008

MANIFESTAZIONE NO GERMINI PARIGI

Ciao a tutti!

Il 14 novembre 2008, alle 9.30 dal mattino, ci si trova davanti alla fermata della mètro Odion a Parigi (linee 4 e 10). Tutti in nero, con cartelli, fischietti, striscioni per protestare contro il governo di Silvio Berlusconi e le sue pazzie per ciò che riguarda l'istruzione e l'università in Italia.

Poi con la linea 10, andiamo alla fermata MICHEL-ANGE AUTEIL, si fa il cambio, linea 9, verso la fermata LA MUETTE. La manifestazione sarà davanti al consolato italiano a Parigi, 5, Blvd Emile Augier, 75016, seguito della consegna del manifesto contro la legge 133/2008, il dc 137/2008 e le riforme universitarie italiane, al console Luca Maestripieri, che inoltrerà al governo italiano.

Dopo si fa un sit-in davanti all'ambasciata italiana, 51 rude de Varenne 75007, metro Rue de Bac.

Informazioni: http://nogelminiparis.blogspot.com
E-mail: nogelminiparis@gmail.com

Baci a tutti!


IL MONDO CHIAMATO BRASILE - No al preconcetto!

Luana Piovani, attrice brasiliana;

Ibiri, indigena brasiliana

Rodrigo Santoro, attore brasiliano;

Ana Hickman, conduttrice di TV brasiliana;

Danielli Yuti, atleta brasiliana;

Giselle Bundchen, modella brailiana;

Edson Arantes do Nascimento, ex calciatore brasiliano;


Molto si parla del preconcetto in Italia e in Francia. Un problema sociale, soprattutto nel bel paese. Non soltanto da parte dei politici, ma nella società in generale.

Nei principali giornali italiani trovo ogni giorno degli articoli xenofobi. La Repubblica mi fa proprio schifo. I giornali regionali, come per esempio l'Adige e il Trentino, a Trento, e l'Arena, a Verona, la situazione allora è ancora peggio. Considero però che in Italia non esiste proprio il vero giornalismo. Ovvio che ci sono quelli bravi, che cercano di essere imparziali, no passionali e di soltanto informare (gli occhi della società). Sono pochi. La Stampa italiana è tutto altro che giornalismo, soprattutto nei servizi di cronaca.

Nel mezzo accademico è uguale. Ci sono degli studenti che predicano il no al pregiudizio, no al preconcetto ma alla fine sono xenofobi anche loro. Tra i futuri sociologi sono quelli che, nonostante abbiano un cuore "buono", hanno l'intenzione di studiare "i diversi" dal loro punto di vista. Un atteggiamento arrogante, secondo me. Uguale come ricercare sugli animali.

Però ... (sempre c'è un però!) ... la situazione in Brasile è ancora peggio. Un paese praticamente formato della missigenazione. Là ci sono i "rossi", la minoranza assoluta, i brasiliani "veri" che vivano nelle riserve, i "gialli" (una grandissima comunità di giapponesi), i "neri" (quasi la metà della popolazione), e i "bianchi" di origine europea. Un brasiliano può avere la pelle scura, come Pelé o Ronaldinho; biondo con gli occhi blu, come Giselle Bundchen, un indio o un orientale. Aver i cognome Silva, come Ayrton Senna da Silva o Luiz Inacio da Silva (il presidente LULA); Nascimento, Souza, Tagliavini, Cabrini, Mitraud, Ferrari, Grillo, Fontana, Fontaine, Obama, Stern, Glaser, Weger, Kofler, Suzuki, Santos, Herrera, ecc. Tutto il mondo in un solo paese. 

Il Brasile, tra l'altro, è un paese completo. Foreste, mare, spiagge, montagne, cascate, musei, sport, cinema, scienza, tecnologia, ricchezza e povertà estrema. La cucina brasiliana può essere pasta, riso, feijoada, frutti, sushi, pesce, couscous. La religione del brasileiro è molto diversificata. Ebreo, cattolico, musulmano, protestante, evangelico, spiritualista, spiritista, ateo, buddista, candoblé, ecc. 

Non è strano, e non stupisce il fatto di una donna, un nero, un sindacalista senza laurea, un omosessuale dichiarato che arrivano al potere politico, oppure sono delle persone che occupano una posizione importante in qualsiasi area economica, commerciale, finanziaria, artistiche, ecc. Nonostante ciò, in Brasile, con tutta questa impressionante diversità, soffre tantissimo con il preconcetto. Se il governo italiano adesso inventa le classi separati per gli straniere, che secondo me è un assurdo, in Brasile questa separazione esiste da sempre.

I media alla fine sono migliore che in Italia, sia per la qualità, che per il contenuto. Però nell'ottava potenza economica mondiale esiste il preconcetto di radice. Le cose stano migliore, per fortuna, ma lontano, molto lontano di poter dire che il Brasile è un paese che convive bene con la diversità. Potrei anche dire, che nella mia interpretazione, la situazione in Brasile è molto peggio che in Europa, alla fine, se una è il vecchio continente, l'altro da più di 500 anni convive con il diverso, con la differenza. Troppo tempo per imparare.

Comunque sia qui, come là, il preconcetto non può essere mai giustificato e/o sopportato.



mercoledì 5 novembre 2008

NO GELIMINI PARIS



Adesso è confermato. Si manifesta a Parigi (NO GELMINI PARIS) contro il governo Berlusconi.

Appuntamento il 14 novembre, venerdì, alle ore 9.30 davanti all'uscita Rue ècole de médecine, mètro Odéon (linee 4 e 10- sud) Paris.  Insieme, con i vestiti neri, striscioni, cartelli, fischi e la barra con l'istruzione italiana,  prendiamo la linea 10 verso la fermata Michel-Ange AUTEUIL. Cambio alla linea 9 fino la fermata LA MUETTE. Camminiamo circa due minuti fino al 5, Blvd EMILE AUGIER 75016, Consolato Generale d'Italia a Parigi, dove facciamo il funerale simbolico dell'istruzione italiana, grazie alla legge 133 e al dc 137 (detti Gelmini), e consegniamo al console Luca Maestripieri una lettera di disapprovazione al governo italiano per quello che riguarda il sistema educativo. 


L'arrivo dell'Anticristo



Penso che molti protestanti ortodossi adesso sono sicuri che "la fine del mondo" è arrivata. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dell'America, BARACK HUSSEIN OBAMA II, sarebbe il personaggio perfetto per i cospiratori religiosi.

I cristiani aspettano il ritorno del "Messia", che li porterà al paradiso. Prima però, secondo i libri apocalittici della bibbia, il mondo avrà molti problemi. La miseria, l'egoismo, l'individualismo, le guerre, i conflitti, la criminalità, il CAOS. Dopo, sempre secondo le scritture sacre, dovrebbe arrivare un politico che condurrà le nazioni alla pace universale. Un leader carismatico, che porterà la speranza all'umanità. Sarà amato da tutti. Un idolo mondiale, irreprensibile. Quasi un'unanimità tra la gente. Non ci saranno più confini, guerre, almeno nei primi anni, che servano per conquistare gli essere umani per dopo distruggerli. Alla fine, i santi biblici parlano del falso profeta, il falso messia, l'anticristo. Prima la pace, la nuova era, dopo il tradimento, la morte.

Ovviamente NON condivido quest'idea. Anzi mi fa proprio ridere. Devo dirvi però che non sono felice né triste con la vittoria di Obama. 

Barack Obama, senza dubbio, è un personaggio affascinante. Carismatico, forte, umano. Diverso di tutti gli altri presidenti nordamericani finora. Il suo primo discorso subito dopo la vittoria era emozionante.

Alcuni dei miei amici hanno messo, addirittura, sul MSN, sull'Orkut, sullo Skype e sul Facebook, delle frasi che celebrano i risultati delle elezioni degli USA. I giornali in tutte le parte del pianeta evidenziano la foto di Obama sulle copertine. Le Figaro e Le Monde qui a Parigi hanno fatto delle edizioni extra-ordinarie con la foto gigante di Obama, e hanno convocato delle belle e carine ragazze per vendere gli esemplari storici per le strade parigine. In TV non si parla d'altro. Fanno vedere, rivedere le immagine da cinema del primo discorso del neofito capo degli USA. Le bandiere americane che si muovono uniformemente con il - finto - vento, la dolce famiglia Obama insieme a lui, le persone emozionate con gli occhi bagnati di lacrime, che sorridono orgogliosi. Una grande trasmissione. Perfetta. Il nuovo "RE del mondo", che arriva con gloria ed onore. Tra l'altro, forse la ragione più importante, Barack Obama, il 44° presidente degli Stati Uniti d'America, è il responsabile per la fine di un'era di orrore, del grande "diavolo" George Walker Bush. 

Non ho mai visto Bush o qualsiasi presidente degli USA come il protagonista principale di tutte le scelte "buone" o cattive" di quel paese. Anzi, lui, Bush, così come il suo padre, Clinton, Nixon, Ford, Carter e anche Obama rappresentarono e rappresentano i personaggi principali di un sistema neoliberalista. Non è stato Bush che ha deciso di invadere l'Iraq. Gli USA, male che siano, non hanno un regime totalitarista o dittatoriale. Il sistema italiano, per esempio, è molto peggiore, con il primo ministro che è proprietario di una rete di comunicazione. Questo fatto sì è triste e ridicolo, ma torniamo alla copertina del momento. Con questo lungo testo vorrei soltanto dire che anche se Obama mi sta simpatico, come personaggio pubblico, non ho nessuna aspettativa. Non sono ottimista né pessimista. Prima di giudicarlo, o meglio, giudicare il suo governo, cioè il sistema, dovrei attendere alcuni anni. Comunque rimango incredulo a qualsiasi governo degli USA. Attenzione, non sono un anti-americano. Tutt'altro, ma sono soltanto critico.

Auguro al signor Barack molta fortuna e saggezza nei prossimi quattro anni.