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domenica 22 novembre 2009

Santan"chè" al crocefisso, Subito!


Per chi ha visto questo ridicolo e infame programma televisivo, di una ridicola e infame TV, appartenente da un ridicolo e infame cavaliere, mi dispiace, ha perso il tempo! Io, ovviamente, questa merda non ne ho guardata, ma grazia all’YouTube* ho avuto il disgusto di vedere la ridicola e molto infame Daniela Santanchè, che Il 9 novembre 2009 nel corso della trasmissione Domenica cinque, trasmessa da Canale 5, durante una discussione con l'imam di Segrate Ali Abu Shwaima, riguardo la presenza del crocefisso nelle scuole, afferma che: “Maometto aveva nove mogli, l'ultima era una bambina di nove anni. Maometto era un poligamo e un pedofilo!”

Cosa potrei dire? Ignoranza? Sicuramente! Mancanza di rispetto? Certamente! Atto violento? Indiscutibilmente!

Adesso però chiedo in anticipo delle scuse a tutti i cristiani e a tutti gli altri religiosi che professano un’altra fede, specialmente i mussulmani e gli ebrei, poiché dovrei essere radicale e amaro per risponderla. Lascio chiaro che rispetto tutte le religioni, nonostante io non sia un credente, e cerco sempre, diverso di questa incapace Santanchè, i contesti dei fatti, e ciò non mi permette di dire che Maometto, Gesù, Abramo, Mosè erano dei poligami, pedofili**, etc.

Però per risponderla con la stessa moneta, attacco la sua religione, che può essere qualunque, tranne quella che lei dice di seguire, il cristianesimo e le altre monoteiste. La religione della Santanchè è l’ipocrisia, l’ignoranza, la stupidità, il razzismo, la violenza, la xenofobia, l’intolleranza, l’incompetenza.

L’idiota della Santanchè, afferma dunque che Maometto era poligamo e pedofilo. Allora, vorrei sapere cosa questa incapace che vive sotto la mediocre, dice di Dio? Anche’esse un pedofilo? Maria, la mamma di Gesù, fu incinta ai 14 anni, prima di sposarsi. Abramo, patriarca degli ebrei, cristiani e musulmani, Mosè, Jacopo, Giuseppe avevano altre mogli. Poligami anche loro? Facile mettere la dita in faccia degli altri. Una stupida che non conosce nemmeno la storia della propria religione.

Per peggiorare la situazione, la limitata Maria Carmela D'Urso, nota Barbara D’Urso, conduttrice del programma Domenica Cinque, ha fatto un commento ridicolo su crocefisso, dicendo che esso è il simbolo della sofferenza e della vita. Della sofferenza, può essere, della vita, assolutamente no! Secondo i cristiani Gesù è morto nel crocefisso, quindi se fosse avesse vissuto lui negli anni ’70, sarebbe morto nella sedia elettrica, e adesso con l’iniezione letale, quindi dovevamo aver una sedia elettrica e/o una siringa?

Questa storia del crocefisso mi annoia. Ci sono tante questioni importanti in Italia. L’esempio e la cultura di una religione è passato dai genitori, dalla comunità da cui si è inserito.




*per vedere l'intervento dell'ignorante Santanché, click sul Link
** Lascio chiaro che non penso, non credo e non mi interessa il fatto che questi personaggi siano pedofili e/o poligami. Non penso così, ma ho soltanto riposto i mediocri, ignoranti e infondati argomenti dell'idiota protagonista di questo post.


martedì 26 maggio 2009

Sostiene Berlusca



La mia avventura in Francia è italiana. Da quando sono venuto a cercare casa fino alla fine di quest'anno accademico ho vissuto, parlato, litigato, manifestato, riso, uscito, mangiato, ospitato soltanto italiani. Mi sono divertito tantissimo. Ho conosciuto - e ho scoperto tra quelli che già conoscevo - delle persone fantastiche, e altre che avrei preferito non conoscere o frequentare.

Essendo italiano e nello stesso tempo straniero ho la fortuna di analizzare coscientemente e incoscientemente, sia come sociologo, che giornalista, alcuni aspetti della "nostra" cultura. Potrei, volendo, scrivere un articolo scientifico sulle mie osservazione. Forse lo farò, forse no.

Il mio intuito però in questo post, che arriva già al suo terzo paragrafo, è sottolineare una sola  caratteristica di questo ampio cerchio di oltre 250 giovani (tra 20 e 36 anni), formato dalla maggioranza studentesca, con qualche macchio di precari e lavoratori: A tutti dispiace il fatto di Silvio Berlusconi sia il nostro primo ministro. Infatti, anche a me. Tanto!

Mi sono reso conto che alla gran parte di questo gruppo, Berlusconi sia il male incarnato, non per la sua piattaforma/ideologia politica, ma per il suo controverso personaggio e le sue abituali cavolate. Periodicamente i media pubblicano qualche perla del cavaliere, che sicuramente sarà uno dei argomenti da essere discussi negli incontri tra il popolo dantesco. "Hai visto l'ultima di Berlusconi?", è la frase che settimanalmente devo acoltare. Lasciamo perdere allora il mare dei video, testi, gruppi e frasi pubblicate sulla bacheca di  Facebook: "SFIDA: STIAMO CERCANDO 20 MILIONI DI ITALIANI CHE NON VOTERANNO BERLUSCONI"; "Sorry Barack for our prime minister.. Obama scusa, Berlusconi è un coglione"; "IO MI VERGOGNO DI ESSERE RAPPRESENTATO NEL MONDO DA SILVIO BERLUSCONI!", ecc.

Devo confessarvi che sono annoiato e non mi va più parlare male di Silvio Berlusconi nel ruolo di principe cafona che non smetterà mai di mettere in imbarazzo gli italiani per le sue cazzate (scusate il termine). Non me ne frega niente se scopa una diciottenne, se ha tradito e lasciato la moglie, se ha fatto la chirurgia plastica, se porta la bandana, se non parla una lingua straniera, se urla davanti la regina inglese, se parla al telefono mentre la Bundeskanzler tedesca Merkel lo aspetta, se ci prova con tutte le donne carine, se dice che Obama è abbronzato e Fredrik Reinfeldt è candido. Anche la bella Beatrice Borromeo ha ripetuto le cretinate del premier nel suo giusto sfogo contro la censura dalla Rai2 (Lascio qui, come giornalista, sociologo e cittadino, la mia solidarietà a Beatrice). Ovviamente tra i tanti bizzarri prodigi berlusconiani ci sono alcuni inaccettabili, come quando diede di «Kapò» al tedesco Schulz, per esempio. Il problema è che, almeno qui a Parigi, quando esco - per fortuna poche volte - con alcuni italiani, l'argomento "Hai visto l'ultima di Berlusconi?" viene ad interrompere il momentaneo, ma piacevole,  silenzio della pausa sigaretta. E poi la dinamica è sempre la stessa. 

"Hai visto l'ultima di Berlusconi?"
"Beh, chi non ha visto?!"
Poi, nonostante entrambi hanno la conoscenza del fatto, si racconta lo stesso. Gli altri attorno si aggiungono e cominciano a ricordare tutte le sue prodezze. Ridono, si lamentano e finisco le sigarette prima di tornare a parlare degli esami, di lavoro o male della gente. CHE NOIA! Tutto ciò inutile, giacché metà degli italiani sostiene questo personaggio intrigante, che è il primo ministro dell'Italia. La mia tesi è che alla fine, senza sapere, anche i giovani universitari, precari e lavoratori (citati nei paragrafi precedenti) che formano i piccoli cerchi per ricordare le fesserie di Berlusconi, sì, anche loro, sostengono l'attuale governo. 

Qualcuno mi dà di pazzo o incoerente? Mi spiego: L'opposizione legittima la democrazia (sistema che secondo me, in Italia, è quasi inesistente). Qualcuno mi potrà chiedere: "E allora, dobbiamo stare zitti? Non dire niente e accettare passivamente il governo Berlusconi?".

"No! "

Però insisto che le critiche che procedono da questi miei pochi compagni sono inutili e inefficaci. Parolai impegnati ognuno con i cavoli propri, sia con lo studio, che con il lavoro, preoccupati soltanto con il loro futuro, della serie cosa farò e cosa avrò "da grande". Poi, nel momento di sfoghi, danno la loro contribuzione per il mantenimento del sistema neoliberale, criticando il personaggio Silvio Berlusconi. Hanno un atteggiamento arrogante, criticano le persone che pensano o si comportano in modo diverso. Ma non vanno oltre i discorsi, perché vivono sotto la mediocrità, orgogliosi dei loro titoli di studio, professioni, lingue parlate. Pensano solo al loro benessere, al loro futuro, nonostante due volte all'anno si dimostrano sensibile e coinvolti con la società, partecipando alle manifestazioni contro il governo, l'omofobia, razzismo, fascismo, ecc. "Oh, come siamo bravi! Facciamo anche la divisione dei rifiuti". 

Non posso dire che questi siano ipocriti, no, non è questo! L'unica cosa che penso è che, senza accorgersi, mantengono la potenza del neoliberalismo.

All'inizio di quest'articolo ho espresso la mia noia con l'argomento Berlusconi. Vi spiego. Silvio Berlusconi forse è attualmente il principale personaggio politico del mondo capitalista occidentale. Non esiste un altro come egli. Obama, come i suoi antecessori, ha gli Stati Uniti alle spalle. Silvio é Berlusconi e basta. Un uomo di potere. Le mie critiche verso di lui sono durissime. Per me è inconcepibile che un magnate dei mass media sia allo stesso tempo il Capo del governo di un Stato democratico. Tra l'altro, secondo me, un magnate dei Media è già un problema. 

Però in questo momento la presenza di Silvio Berlusconi al governo non è diversa di quella che fu di Prodi, per esempio, o che sarebbe stata di Veltroni. No, assolutamente! L'Italia, così come gli altri membri UE devono seguire una strada, quella del neoliberalismo. 

Un piccolo esempio che sostiene il mio argomento é il "NO GELMINI"! Una grossa onda di studenti si è mossa. Addirittura alcuni compagni italiani in Francia volevano rientrare in patria madre per partecipare ai cortei. Pure qui a Parigi si fece un presidio il 14 novembre 2008, con circa 300 persone. Fu molto bello, e poi?! Cosa è cambiato?

Gli studenti sono tornati ai libri, ai happy hours e, soprattutto, alle pause sigaretta, con i soliti discorsi e ricordi già manifesti in questo testo. Tutti preoccupati con gli esami, con la media dei voti, con la tesi, con i propri ombelichi, mentre le riforme dell'istruzione avanzano come pianificato, non dalla Gelmini o da Berlusconi, ma dall'UE, dal neoliberalismo. Le proposte all'Università della Gelmini sarebbero le stesse se il governo fosse un altro, e se il ministro dell'istruzione fosse Luigi Berlinguer o Giuseppe Fioroni. 

Dal NO GELMINI PARIS è nata l'Onda Europea. Sono dei giovani studenti, ricercatori, professori, professionisti che riescono andare oltre di commentare i discorsi impropri di Berlusconi. Studiano, lavorano tanto, si divertono e nello stesso tempo si mantengono impegnati contro il sistema vigente. Sono delle ragazze e dei ragazzi che si preoccupano con la situazione politica italiana, europea, globale, perché capiscono ormai che separarli, inoltre essere inutile e stupido, è uno spreco di energia. Non potrei dire che sono e sarò sempre d'accordo con tutto proposto dell'Onda, ma hanno il mio rispetto, perché non si limitano a criticare le "bravure" di Silvio Berlusconi.

Concludo dicendo che nemmeno a me Berlusconi piaccia. Per niente, però mi infastidisce il fatto che alcuni giovani italiani si perdono nelle critiche banale e normale a questo soggetto, ma paradossalmente non fanno altro che sostenerlo, con un atteggiamento neoliberale, egocentrico, egoista e sotto la mediocrità, non fregandosi alle questioni politiche e ai punti cruciali del governo e del sistema non solo italiano, ma europeo e globale.

Il governo italiano è una vergogna. Sarebbe comunque con chiunque al ruolo di Capo dello Stato. Certamente che la presenza di Berlusconi peggiora di bruto  la situazione, ma fermarsi alle critiche che si riferiscono al suo personaggio, ripeto, è inutile. La nostra lotta deve essere continua, contro di lui, ma soprattutto contro il Sistema.

Bibliografia:
SEVCENKO, N. A Corrida para o Século XXI - No loop da montanha-russa. Companhia das Letras, Sao Paulo, 2001.
LUHMANN, N. Die Kunst der Gesellschaft, PAULUS, Muench, 1996
DAL LAGO, A. e DE BIASI, R.. Un certo sguardo - Introduzione all'etnografia sociale. Laterza, Milano, 2006

sabato 15 novembre 2008

L’onda anomala colpisce anche in Francia





La giornata è cominciata con un presidio in zona consolato, passando dalla torre Eifel con un corteo e finendo all’Istituto Italiano di Cultura, davanti all’ambasciata.

Le riverberazioni delle voci ed urli di proteste “No Gelmini” arrivano anche a Parigi. Ieri, il 14 novembre, alle dieci del mattino 300 persone circa, di cui la maggioranza formata dagli studenti, si aggruppano ad una centinaia di metri dal consolato per protestare pacificamente. Le faccia colorate di blu, palloncini, con canzoni, striscioni e cartelloni con delle frasi bilingue del tipo: “No pagheremo la vostra crisi”. I ragazzi si aggiornavano continuamente con delle notizie di Roma. Volevamo sapere quanti erano, come era. “È molto triste ciò che succede in Italia adesso. Sono molto preoccupata. Vorrei essere anch’io a Roma e aiutare gli altri. Non posso, allora faccio la mia parte di qua”, ha dichiarato Chiara, di Salerno, a Parigi attraverso il programma di scambio universitario, l’Erasmus.

Alle 11.30 una commissione è andata dal console Luca Maestripieri a consegnare un documento che esprime rifiuto e indignazione verso le riforme della scuola e dell’università proposte dal governo italiano. In seguito, un’altra rappresentanza di studenti si è spostata all’ambasciata italiana portando lo stesso all’ambasciatore Ludovico Ortona. Gli studenti hanno avuto la promessa che i comunicati sarebbero spediti al Ministero dell’Estero.

Dopo alle ore 14 poco più della metà dei manifestanti hanno fatto un corteo fino la principale cartolina parigina, dove hanno fatto delle foto insieme ad un gruppo di turisti di Roma, che si sono aggiunti volontariamente. “Parigi è bellissima, ma ci dispiace non essere a Roma adesso per manifestare. Bravi, ragazzi, siamo con voi”, confessa una delle signore turiste.

L’ultimo appuntamento era davanti all’ambasciata alle 18, ma la strada è stata bloccata dalla polizia che ha minacciato gli studenti di caricarli caso rimanessero là. Salvatore, un professore d’italiano, che è a Parigi da 20 anni, presente tra gli manifestanti, ha suggerito di fare un sit-in all’interno della sala di eventi dell’Istituto Italiano di Cultura, proprio davanti alla principale rappresentanza del paese in Francia, che era piena in occasione della presenza del fotografo Mimmo Jodice. Dopo il discorso dell’artista, due studenti sono andati al pulpito e hanno fatto un discorso contro il governo di Silvio Berlusconi in italiano e in francese. Gli altri 70 manifestanti circa hanno aperto due striscioni. L’intervento è stato abbastanza applaudito.

L’onda anomala a Parigi, secondo gli studenti che la organizzano, deve continuare. Loro hanno fissato un’assemblea per domenica, il 15 novembre, sera per trattare i prossimi passi a Parigi, che potrebbe essere allo spazio Cardin, lunedì sera, all’ultima serata del Film Festival Italiano.

giovedì 6 novembre 2008

IL MONDO CHIAMATO BRASILE - No al preconcetto!

Luana Piovani, attrice brasiliana;

Ibiri, indigena brasiliana

Rodrigo Santoro, attore brasiliano;

Ana Hickman, conduttrice di TV brasiliana;

Danielli Yuti, atleta brasiliana;

Giselle Bundchen, modella brailiana;

Edson Arantes do Nascimento, ex calciatore brasiliano;


Molto si parla del preconcetto in Italia e in Francia. Un problema sociale, soprattutto nel bel paese. Non soltanto da parte dei politici, ma nella società in generale.

Nei principali giornali italiani trovo ogni giorno degli articoli xenofobi. La Repubblica mi fa proprio schifo. I giornali regionali, come per esempio l'Adige e il Trentino, a Trento, e l'Arena, a Verona, la situazione allora è ancora peggio. Considero però che in Italia non esiste proprio il vero giornalismo. Ovvio che ci sono quelli bravi, che cercano di essere imparziali, no passionali e di soltanto informare (gli occhi della società). Sono pochi. La Stampa italiana è tutto altro che giornalismo, soprattutto nei servizi di cronaca.

Nel mezzo accademico è uguale. Ci sono degli studenti che predicano il no al pregiudizio, no al preconcetto ma alla fine sono xenofobi anche loro. Tra i futuri sociologi sono quelli che, nonostante abbiano un cuore "buono", hanno l'intenzione di studiare "i diversi" dal loro punto di vista. Un atteggiamento arrogante, secondo me. Uguale come ricercare sugli animali.

Però ... (sempre c'è un però!) ... la situazione in Brasile è ancora peggio. Un paese praticamente formato della missigenazione. Là ci sono i "rossi", la minoranza assoluta, i brasiliani "veri" che vivano nelle riserve, i "gialli" (una grandissima comunità di giapponesi), i "neri" (quasi la metà della popolazione), e i "bianchi" di origine europea. Un brasiliano può avere la pelle scura, come Pelé o Ronaldinho; biondo con gli occhi blu, come Giselle Bundchen, un indio o un orientale. Aver i cognome Silva, come Ayrton Senna da Silva o Luiz Inacio da Silva (il presidente LULA); Nascimento, Souza, Tagliavini, Cabrini, Mitraud, Ferrari, Grillo, Fontana, Fontaine, Obama, Stern, Glaser, Weger, Kofler, Suzuki, Santos, Herrera, ecc. Tutto il mondo in un solo paese. 

Il Brasile, tra l'altro, è un paese completo. Foreste, mare, spiagge, montagne, cascate, musei, sport, cinema, scienza, tecnologia, ricchezza e povertà estrema. La cucina brasiliana può essere pasta, riso, feijoada, frutti, sushi, pesce, couscous. La religione del brasileiro è molto diversificata. Ebreo, cattolico, musulmano, protestante, evangelico, spiritualista, spiritista, ateo, buddista, candoblé, ecc. 

Non è strano, e non stupisce il fatto di una donna, un nero, un sindacalista senza laurea, un omosessuale dichiarato che arrivano al potere politico, oppure sono delle persone che occupano una posizione importante in qualsiasi area economica, commerciale, finanziaria, artistiche, ecc. Nonostante ciò, in Brasile, con tutta questa impressionante diversità, soffre tantissimo con il preconcetto. Se il governo italiano adesso inventa le classi separati per gli straniere, che secondo me è un assurdo, in Brasile questa separazione esiste da sempre.

I media alla fine sono migliore che in Italia, sia per la qualità, che per il contenuto. Però nell'ottava potenza economica mondiale esiste il preconcetto di radice. Le cose stano migliore, per fortuna, ma lontano, molto lontano di poter dire che il Brasile è un paese che convive bene con la diversità. Potrei anche dire, che nella mia interpretazione, la situazione in Brasile è molto peggio che in Europa, alla fine, se una è il vecchio continente, l'altro da più di 500 anni convive con il diverso, con la differenza. Troppo tempo per imparare.

Comunque sia qui, come là, il preconcetto non può essere mai giustificato e/o sopportato.



sabato 1 novembre 2008

Le domande senza risposte - Si manifesta a PARIGI



Immagine 01



Immagine 02

Perché e come una militanza organizzata e armata di giovani vestiti in nero, sbarca dagli autobus nel centro di Roma (piazza Navona) pronto ad affrontare i pacifici studenti che manifestavano contro la legge retrograda 133, senza che gli inutili delle forze di (dis)ordine intervengono?

A- Quelli delle forze di ordine sono veramente degli inutili, e guardavano le belle studentesse italiane o parlavano del campionato, e così non si sono accolti che 300 delinquenti circa formavano un onda di cattiveria;

B- I 300 delinquenti che hanno affrontato gli studenti erano dei poliziotti in borghesi, che volevano tornare a casa presto per vedere la partita, e quindi hano trovato un modo più veloce per finire la manifestazione;

C- Il governo ha convocato (e forse pagato) degli assassini codardi per affrontare e pacifici studenti che manifestavano contro la legge 133, detta Gelmini, per far confondere la gente, dicendo che le proteste in tutto il paese e all'estero sono di carattere politico, e non dei movimenti legittimi contro un atteggiamento retrogrado, neoliberalista dello stesso governo per quel che riguarda l'educazione, l'università e la ricerca in Italia?

D- Tutti gli anteriori.


Io vorrei sapere!

1- Non credo che sono stati i (neo)fascisti o quelli di destra ad affrontare gli studenti "di sinistra". Anzi, il partito Forza Nuova, di estrema destra, si dichiara (immagini 01 - sito del partito Forza Nuova, il 1 novembre 2008) contro la legge 133, detta Gelmini. 

2- Mi sembra strano che le forze d'ordine non sono intervenuti contro i delinquenti e codardi che hanno affrontato i manifestanti in Piazza Navona, a Roma. Come i tipi sono riusciti a raggiungere il corteo? Chi ha autorizzato? Come hanno fatto a parcheggiare e sbarcare in pieno centro? Potrebbe essere un'autorizzazione superiore? 

3- I tipi sono degli assassini pagati da qualcuno. Il governo italiano si è perso con la maggioranza assoluta degli studenti che dicono NO alla 133 e al dc 137. 

4- Sono contro qualche tipo di violenza, armata o no. Un atto violento non potrà mai essere giustificato. Gli assassini (immagine 02), che ratifico: secondo me non appartengono a nessun gruppo politico, ma sono dei mercenari pagati, hanno affrontato un gruppo di giovani pacifici, che protestano contro, ripeto ancora, una legge retrograda. Vorrei sapere se il più forte di questi tipi schifosi e violenti, ci sarebbe per affrontarmi. Uomo contro uomo, uno contro uno. Senza arme, senza compagni, senza ideologia, senza niente. Sono sicuro di no! Non perché sono più forte, ma perché sono dei codardi. Tra l'altro, non farei mai ciò, perché come ho detto, sono contro la violenza. 

5- Ormai si manifesta anche a Parigi contro il governo italiano, "la vergogna dell'UE nell'educazione". Faremmo vedere a tutti i cittadini parigini e ai migliaia di turisti che passano per questa fantastica città che l'Italia è retrograda nell'elaborazione di leggi per l'educazione e per la ricerca scientifica.



domenica 18 maggio 2008

XenofobITALIA

«Il Governo spagnolo dice respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e perciò non può condividere quanto sta accadendo in Italia», María Teresa Fernández de la Vega, vicepremier spagnola e portavoce del Governo.

Concordo che la sig.ra la Vega non è stata saggia nella scelta della frase sopra specificata. La Stampa italiana però esagera al dire che la Spagna accusa il paese di xenofobo. Un conto è dire che qualcuno è qualcosa, l'altro non concordare con certi atteggiamenti.
Mi spiego:
La vicepremier spagnola non ha detto che l'Italia è xenofoba. A dire ciò sono stati gli italiani attraverso i propri media. La Vega invece ha segnalato che il suo paese è contro gli episodi di xenofobia, razzismo e violenza che accadono nel bel paese in questi giorni. Lei ha ragione.
I media italiani sostengono la xenofobia italiana. Basta leggere i giornali e comparare i servizi di cronaca con i soggetti italiani e stran
ieri.
La xenofobia porta al razzismo e alla violenza. Ed è ben vero che questa ordine può essere inversa.

Peccato che la Stampa e i media italiani sono incapaci di cercare soltanto la verità, con un atteggiamento pragmatico. Sarebbe interessante comunicare non altro
che i fatti. Utopico per l'Italia, che così si mantiene violenta, razzista e xenofoba.

E poi cos'è la LEGA NORD? E la Fiamma Tricolore?

domenica 21 ottobre 2007

Anorexia nua e crua além das passarelas


Na Itália as últimas fotos de Oliviero Toscani têm gerado discussões diárias nos jornais e tribunais por expor uma garota anorexa nua em outdoors e em páginas de revistas, numa campanha publicitária para uma emergente trade da moda italiana.

As imagens estrearam durante a semana de moda de Milão, no final de setembro deste ano, e mostram Isabelle Caro, 25 anos, originária de Paris, completamente sem roupa a exibir um corpo visivelmente esquelético nos seus 31 quilos distribuídos em 1,65 metros de altura. Isabelle afirma que convive com a doença desde os 13 anos de idade. “Este problema é conseqüência de uma infância difícil. Cheguei aos 25 quilos, mas agora aumentei o peso e consegui estabiliza-lo”, diz.

No dia 19 de outubro o tribunal do Instituto de autodisciplina da Publicidade decidiu invalidar a campanha, alegando que a idéia é para fins comerciais e agride moralmente àqueles que sofrem ou convivem com portadores da mesma enfermidade. A ação foi movida pela Associação contra a Bulimia e Anorexia (Aba), através da presidente Fabiola De Clercq, e pela assessoria do esporte e tempo livre da prefeitura de Milão, representada de Giovanni Terzi. “A utilização destas imagens em nada ajuda aos que enfrentam o problema e respectivos familiares”, justifica De Clercq.

Oliviero é o mesmo de famosas campanhas publicitárias ditas anti-racimos United Colors de outra marca co-nacional. Diz-se perseguido e acredita que tais intervenções de certo modo ajudam a promover seu trabalho. “Fiz aquilo que sempre faço: um trabalho de repórter a testemunhar o meu tempo. Não acredito que a moda seja responsável pela anorexia. Ė mais amplo, tem a ver com a mídia, em particular a televisão, que oferece às garotas modelos um sucesso absurdo”, defende-se. Sobre a medida da Aba, criticou: “A mesma associação que me censura nunca se mostrou contrária às publicidades com mulheres que comem banana ou chupam sorvete num modo estranho. Nem mesmo sobre a exploração da beleza feminina extrema, que é a razão da anorexia cultural e física de muitas garotas”.

O fotógrafo recebeu o apoio de renomados estilistas. “Creio que tais campanhas com imagens assim duras e cruéis são justas, oportunas”, comentou Giorgio Armani. Domenico Dolce e Stefano Gabbana manifestaram-se em modo mais direto. “Finalmente alguém diz a verdade sobre a anorexia, que não é um problema da moda, mas psiquiátrico. A ministra da saúde Livia Turco mostro-se a favor do movimento. “Uma iniciativa como essa é para considerar-se”.

A marca responsável pela campanha ratifica que a intenção é conscientizar a população sobre o perigo da anorexia, e não uma estratégia de marketing para aumentar as vendas, como alega a Aba. Ao mesmo tempo cria-se um paradoxo no próprio site da empresa, que à primeira página têm as fotos de Isabelle, com uma o alerta “No Anorexia”, nas demais porém conta com as habituais modelos extremamente magras para exibir as suas coleções para a próxima estação.

Nota do autor: Difícil julgar a intenção da Nolita, se relamente está interessada em apoiar o combate à anorexia, ou simplesmente achou uma estratégia de “politicamente correta” para engrenar nas vendas. Uma coisa é certa, conseguirá êxito, pois nos últimos anos é normal que aqueles que fazem ou geram polêmicas e prospectam espaço na mídia, conseguem certa notoriedade positiva. Principalmente daqueles que possuem a anorexia mental, isto é, infectadas com o vírus CONSUMISMO.

Comprar um Armani, uma Louis Vittuin, um RayBan, um carro esporte, o tênis ou a marca que todos usam podem ser evidentes sintomas desta tal anorexia mental, em moda na sociedade atual.

Isabelle, 25 anos, 1,65 m, 31 Kg: Anorexa!


Para consultas, fotos e serviços: http://www.nolita.it/ (site da empresa responsável pela campanha); http://www.toscani.it/ (site do fotógrafo Oliviero Toscani); Blog de Isabelle Caro: http://isabellecomedienne.vox.com/profile/

mercoledì 17 ottobre 2007

Giornalismo da Buttare


Non trovo bene il giornalismo in Italia. In TV i famosi telegiornali numerici, TG1, TG2, TG…, sono terribili, dai contenuti alla tecnica. La Stampa in generale è parziale, superficiale (praticamente è il contenuto dalla tivù in carta) e tante volte con un’esagerazione di xenofobia.

Nella Radio invece si trovano dei servizi interessanti, che mantengono in parte il giornalismo etto nel bel paese.

Siccome non sono un critico audace, e cerco di essere coerente, lascio un piccolo e buon esempio di un articolo di cronaca uscito nella Repubblica, il 17 ottobre 2007, che purtroppo non è firmato dall’autore. Una lite tra studenti a Lecco, che è finita in forbiciate, in cui uno dei coinvolti è in pericolo di morte. Vi lascio il link (
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/lecco-forbiciate/lecco-forbiciate/lecco-forbiciate.html )e vi propongo cinque osservazioni:

1- La (il) responsabile per l’articolo è riuscito a essere pragmatico;
2- Ha mantenuto discrezione alle identità dei coinvolti e attenzione riguardo alla xenofobia
3- Ha scelto la forma giusta a scrivere “non dovrebbero mettere in pericolo la sua vita”, invece della forma sbagliata usata spesso dai giornalisti italiani: “pericolo di vita”. L’altra opzione corretta sarebbe “pericolo di morte”.
4- Ha cercato di ascoltare tutte le parti possibili.
5- Ha lasciato stare le ipotesi, che sempre portano con sè dei pregiudizi.

È vero che è un semplice articolo di cronaca, però scritto bene, chiaro, pragmatico, come dovrebbero essere tutti quanti, compresi anche quelli di politica, sport, economia.

La parte negativa è la foto, che non dice niente, quindi non si può dire che è una foto giornalistica. Hanno pubblicato una vettura dei Carabinieri. Se non hanno niente da contribuire con gli informazioni scritti, allora sarebbe meglio lasciare solo il testo, senza immagine, o forse optare per un disegno o animazione come fanno in Brasile, per esempio il sito G1
http://www.g1.com.br/ .

…

Non credo che sia impossibile o utopico fare il bravo giornalista, come si deve fare: pragmatico! Un occhio imparziale della società, con la visione oltre il raggiungibile. Sarà però più difficile arricchirsi esercitando questa professione senza farsi corrompere, purtroppo.

Mi ricordo ancora oggi del mio primo giorno al corso di giornalismo, a San Paulo. La lezione inaugurale era Antropologia Culturale. Una meraviglia. Ho capito subito che ora avevo scelto la mia professione, quella che mi avrebbe seguito per tutta la vita.

Addirittura credo che sono nato così, un giornalista! Il giornalismo sta nel sangue, pulsa dal cuore. La sete per la giustizia; la voglia di cambiare il mondo attraverso i miei racconti.

Dopo aver lavorato nelle media (TV, la Stampa, il cinema) mi sono reso conto che la realtà è diversa e la corruzione ormai è presente dappertutto, in ognuno di noi. Ho deciso così di cambiare strada, e adesso mi preparo per un giorno poter insegnare all’università, al liceo, ovunque dove potrò ancora aggiungere qualcosa di espressivo nella lotta per una società più degna a tutti e nel combattimento della corruzione.

Una volta però giornalista, sempre lo sarà; sempre dunque lo sarò. Le volontà espresse sopra rimangono con me, anche se per adesso devo preoccuparmi di più a imparare la lingua e la vita italiana, oltre le difficili materie che studio nella specialistica di sociologia, a Trento.

lunedì 15 ottobre 2007

Belluno alla Testa del Ecosistema 2008 in Italia


È appena uscita la classifica finale dell’ecosistema urbano per le 103 città italiana. La prima è Belluno, seguita da Bergamo, Mantova, Livorno, Perugia, Siena, Trento, Parma, Bolzano e Pavia, le top ten.


Fra le grandi città un distacco della capitale. Roma occupa il 55° posto e Milano il 58°, entrambi sono salite in confronto all'anno scorso. Torino invece appare al 74°, Palermo 89°, Napoli 91°. La Sicilia è la regione più critica, con sei rappresentanti tra le dieci peggiori. Catania al 94°, Trapani 96°, Agrigento 97°, Siracusa 98°, Caltanisetta 99°, compresa quella che sostiene la coda, Ragusa.


La graduatoria emerge dall'incrocio di oltre 125 mila dati ricavati da informazioni e statistiche riferite a 125 parametri, come all'affidabilità del sistema di trasporto urbano, il numero di superficie verde per abitante, all'efficienza del sistema idrico, la qualità dell'aria, i chilometri di piste ciclabili, le quantità di acque reflue depurate, la diffusione delle energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti e la loro raccolta differenziata.


A luglio scorso sono stato a Napoli e ho trovato addirittura una situazione caotica. Lo stesso che è successo nei giri che ho fatto al sud d’Italia, nel 2005, soprattutto in Calabria, Sicilia e Puglia. Un’Italia dimenticata. Qualcuno può dire che la colpa è della mafia, oppure della gente maleducata. Penso in modo diverso. Difendo la tesi che la povertà o il non promuovere lo sviluppo in alcuni luoghi italiani favorisce una classe dominante, adatta al sistema neoliberale.


Trento, dove abito, è quasi considerata una città modella. Mancano però le piste ciclabili, e i bidoni della spazzatura, che sono pochi per la dimensione urbana, sono spesso pieni. E sempre quando vado a buttare le immondizie becco qualcuno, tanti trentini, che non fanno la giusta divisione. Ovviamente nonostante ciò, è più facile trovare a Trento i locali per i rifiuti differenziati che a Catania, per esempio.


Non vorrei affermare con questo che la colpa è soltanto dello Stato, ma l'atteggiamento dell’amministrazione pubblica interferisce direttamente nella questione ambientale.


giovedì 11 ottobre 2007

RIGHE DALLA BIRMANIA



“Con quale vestito vado al Samba al cui mi hai invitato?” Noel Rosa


Tutto ciò che succede in Birmania è triste. Triste? Terribile! Le notizie su questo distante paese occupano le prime pagine dei quotidiani e le aperture dei telegiornali in Italia e in tutto il mondo, conseguentemente i pensieri di tutti gli occidentali.


Sì, certo fa pena. Pena? Cosa cambia? Si buttano i giornali nella spazzatura (spero in quella giusta, per la carta, diverso di come fanno le mie vicine di casa), si cambia il canale per guardare l’isola degli schifosi - o non so di chi sia - e così si aspetta un altro giorno: con i nuovi news pesanti che saranno discussi nei bar, nelle pause sigaretta per tante altre ore.


Beh, la dolce vita prosegue, all’attesa di Natale, di capo d’anno e, infine, del prossimo mondiale di calcio. Ipocriti! La colpa delle società italiana, tedesca, brasiliana, americana, russa è pari a quella dei militari birmani. Gli attuali regimi dittatoriali, tranne il cubano, esistono perché l’economia capitalista neoliberale così li permette. A chi vuole una prova, basta fare un giro nei centri commerciali per tutta l’Italia nel prossimo sabato e presenziare il consumo sfrenato delle merci fabbricate dai schiavi dalla Birmania, che insieme al traffico di droghe, mantiene in vita la giunta militare responsabile del regime opressore in Birmania.


Tra le trade italiane che producono là ci sono Oviesse, del gruppo Coin, e la Diesel.


Una protesta giusta dunque potrebbe essere non comprare i prodotti dalle marche che usufruiscono dei lavori forzati, in Birmania, in Cina, in Italia. Ovunque.


I jeans detti "di diesel" potrebbero invece essere di sangue.