giovedì 6 novembre 2008

IL MONDO CHIAMATO BRASILE - No al preconcetto!

Luana Piovani, attrice brasiliana;

Ibiri, indigena brasiliana

Rodrigo Santoro, attore brasiliano;

Ana Hickman, conduttrice di TV brasiliana;

Danielli Yuti, atleta brasiliana;

Giselle Bundchen, modella brailiana;

Edson Arantes do Nascimento, ex calciatore brasiliano;


Molto si parla del preconcetto in Italia e in Francia. Un problema sociale, soprattutto nel bel paese. Non soltanto da parte dei politici, ma nella società in generale.

Nei principali giornali italiani trovo ogni giorno degli articoli xenofobi. La Repubblica mi fa proprio schifo. I giornali regionali, come per esempio l'Adige e il Trentino, a Trento, e l'Arena, a Verona, la situazione allora è ancora peggio. Considero però che in Italia non esiste proprio il vero giornalismo. Ovvio che ci sono quelli bravi, che cercano di essere imparziali, no passionali e di soltanto informare (gli occhi della società). Sono pochi. La Stampa italiana è tutto altro che giornalismo, soprattutto nei servizi di cronaca.

Nel mezzo accademico è uguale. Ci sono degli studenti che predicano il no al pregiudizio, no al preconcetto ma alla fine sono xenofobi anche loro. Tra i futuri sociologi sono quelli che, nonostante abbiano un cuore "buono", hanno l'intenzione di studiare "i diversi" dal loro punto di vista. Un atteggiamento arrogante, secondo me. Uguale come ricercare sugli animali.

Però ... (sempre c'è un però!) ... la situazione in Brasile è ancora peggio. Un paese praticamente formato della missigenazione. Là ci sono i "rossi", la minoranza assoluta, i brasiliani "veri" che vivano nelle riserve, i "gialli" (una grandissima comunità di giapponesi), i "neri" (quasi la metà della popolazione), e i "bianchi" di origine europea. Un brasiliano può avere la pelle scura, come Pelé o Ronaldinho; biondo con gli occhi blu, come Giselle Bundchen, un indio o un orientale. Aver i cognome Silva, come Ayrton Senna da Silva o Luiz Inacio da Silva (il presidente LULA); Nascimento, Souza, Tagliavini, Cabrini, Mitraud, Ferrari, Grillo, Fontana, Fontaine, Obama, Stern, Glaser, Weger, Kofler, Suzuki, Santos, Herrera, ecc. Tutto il mondo in un solo paese. 

Il Brasile, tra l'altro, è un paese completo. Foreste, mare, spiagge, montagne, cascate, musei, sport, cinema, scienza, tecnologia, ricchezza e povertà estrema. La cucina brasiliana può essere pasta, riso, feijoada, frutti, sushi, pesce, couscous. La religione del brasileiro è molto diversificata. Ebreo, cattolico, musulmano, protestante, evangelico, spiritualista, spiritista, ateo, buddista, candoblé, ecc. 

Non è strano, e non stupisce il fatto di una donna, un nero, un sindacalista senza laurea, un omosessuale dichiarato che arrivano al potere politico, oppure sono delle persone che occupano una posizione importante in qualsiasi area economica, commerciale, finanziaria, artistiche, ecc. Nonostante ciò, in Brasile, con tutta questa impressionante diversità, soffre tantissimo con il preconcetto. Se il governo italiano adesso inventa le classi separati per gli straniere, che secondo me è un assurdo, in Brasile questa separazione esiste da sempre.

I media alla fine sono migliore che in Italia, sia per la qualità, che per il contenuto. Però nell'ottava potenza economica mondiale esiste il preconcetto di radice. Le cose stano migliore, per fortuna, ma lontano, molto lontano di poter dire che il Brasile è un paese che convive bene con la diversità. Potrei anche dire, che nella mia interpretazione, la situazione in Brasile è molto peggio che in Europa, alla fine, se una è il vecchio continente, l'altro da più di 500 anni convive con il diverso, con la differenza. Troppo tempo per imparare.

Comunque sia qui, come là, il preconcetto non può essere mai giustificato e/o sopportato.



mercoledì 5 novembre 2008

NO GELIMINI PARIS



Adesso è confermato. Si manifesta a Parigi (NO GELMINI PARIS) contro il governo Berlusconi.

Appuntamento il 14 novembre, venerdì, alle ore 9.30 davanti all'uscita Rue ècole de médecine, mètro Odéon (linee 4 e 10- sud) Paris.  Insieme, con i vestiti neri, striscioni, cartelli, fischi e la barra con l'istruzione italiana,  prendiamo la linea 10 verso la fermata Michel-Ange AUTEUIL. Cambio alla linea 9 fino la fermata LA MUETTE. Camminiamo circa due minuti fino al 5, Blvd EMILE AUGIER 75016, Consolato Generale d'Italia a Parigi, dove facciamo il funerale simbolico dell'istruzione italiana, grazie alla legge 133 e al dc 137 (detti Gelmini), e consegniamo al console Luca Maestripieri una lettera di disapprovazione al governo italiano per quello che riguarda il sistema educativo. 


L'arrivo dell'Anticristo



Penso che molti protestanti ortodossi adesso sono sicuri che "la fine del mondo" è arrivata. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dell'America, BARACK HUSSEIN OBAMA II, sarebbe il personaggio perfetto per i cospiratori religiosi.

I cristiani aspettano il ritorno del "Messia", che li porterà al paradiso. Prima però, secondo i libri apocalittici della bibbia, il mondo avrà molti problemi. La miseria, l'egoismo, l'individualismo, le guerre, i conflitti, la criminalità, il CAOS. Dopo, sempre secondo le scritture sacre, dovrebbe arrivare un politico che condurrà le nazioni alla pace universale. Un leader carismatico, che porterà la speranza all'umanità. Sarà amato da tutti. Un idolo mondiale, irreprensibile. Quasi un'unanimità tra la gente. Non ci saranno più confini, guerre, almeno nei primi anni, che servano per conquistare gli essere umani per dopo distruggerli. Alla fine, i santi biblici parlano del falso profeta, il falso messia, l'anticristo. Prima la pace, la nuova era, dopo il tradimento, la morte.

Ovviamente NON condivido quest'idea. Anzi mi fa proprio ridere. Devo dirvi però che non sono felice né triste con la vittoria di Obama. 

Barack Obama, senza dubbio, è un personaggio affascinante. Carismatico, forte, umano. Diverso di tutti gli altri presidenti nordamericani finora. Il suo primo discorso subito dopo la vittoria era emozionante.

Alcuni dei miei amici hanno messo, addirittura, sul MSN, sull'Orkut, sullo Skype e sul Facebook, delle frasi che celebrano i risultati delle elezioni degli USA. I giornali in tutte le parte del pianeta evidenziano la foto di Obama sulle copertine. Le Figaro e Le Monde qui a Parigi hanno fatto delle edizioni extra-ordinarie con la foto gigante di Obama, e hanno convocato delle belle e carine ragazze per vendere gli esemplari storici per le strade parigine. In TV non si parla d'altro. Fanno vedere, rivedere le immagine da cinema del primo discorso del neofito capo degli USA. Le bandiere americane che si muovono uniformemente con il - finto - vento, la dolce famiglia Obama insieme a lui, le persone emozionate con gli occhi bagnati di lacrime, che sorridono orgogliosi. Una grande trasmissione. Perfetta. Il nuovo "RE del mondo", che arriva con gloria ed onore. Tra l'altro, forse la ragione più importante, Barack Obama, il 44° presidente degli Stati Uniti d'America, è il responsabile per la fine di un'era di orrore, del grande "diavolo" George Walker Bush

Non ho mai visto Bush o qualsiasi presidente degli USA come il protagonista principale di tutte le scelte "buone" o cattive" di quel paese. Anzi, lui, Bush, così come il suo padre, Clinton, Nixon, Ford, Carter e anche Obama rappresentarono e rappresentano i personaggi principali di un sistema neoliberalista. Non è stato Bush che ha deciso di invadere l'Iraq. Gli USA, male che siano, non hanno un regime totalitarista o dittatoriale. Il sistema italiano, per esempio, è molto peggiore, con il primo ministro che è proprietario di una rete di comunicazione. Questo fatto sì è triste e ridicolo, ma torniamo alla copertina del momento. Con questo lungo testo vorrei soltanto dire che anche se Obama mi sta simpatico, come personaggio pubblico, non ho nessuna aspettativa. Non sono ottimista né pessimista. Prima di giudicarlo, o meglio, giudicare il suo governo, cioè il sistema, dovrei attendere alcuni anni. Comunque rimango incredulo a qualsiasi governo degli USA. Attenzione, non sono un anti-americano. Tutt'altro, ma sono soltanto critico.

Auguro al signor Barack molta fortuna e saggezza nei prossimi quattro anni.







domenica 2 novembre 2008

NO GELMINI anche a Parigi


Oggi sarà il primo incontro degli studenti italiani a Parigi per discutere le manifestazioni contro il governo Berlusconi, la legge 133 e il decreto legge 137.

Nonostante il premier italiano abbia deciso fare una pausa sulle riforme universitarie, la situazione è ancora nera e noi studenti non possiamo fermarci. La "legge Gelmini" ormai è stata omologata, ma ciò non può frenarci. Le proteste non sono in vanno. "Noi" abbiamo scelto l'attuale governo. Loro dunque sono legittimati a fare quello che vogliano e niente si può fare per cambiare al momento. Stiamo però investendo nel futuro, alle prossime elezioni, regionali e quella nazionale. Il nostro urlo e indignazione sono importanti.

L'incontro sarà al bar CARAVANE: 5, rue de la Fontaine 75011, metro Republiquè, alle ore 18 (Domenica, 2 novembre 2008).

Informazioni: +33 6 72 41 63 08


sabato 1 novembre 2008

Le domande senza risposte - Si manifesta a PARIGI



Immagine 01



Immagine 02

Perché e come una militanza organizzata e armata di giovani vestiti in nero, sbarca dagli autobus nel centro di Roma (piazza Navona) pronto ad affrontare i pacifici studenti che manifestavano contro la legge retrograda 133, senza che gli inutili delle forze di (dis)ordine intervengono?

A- Quelli delle forze di ordine sono veramente degli inutili, e guardavano le belle studentesse italiane o parlavano del campionato, e così non si sono accolti che 300 delinquenti circa formavano un onda di cattiveria;

B- I 300 delinquenti che hanno affrontato gli studenti erano dei poliziotti in borghesi, che volevano tornare a casa presto per vedere la partita, e quindi hano trovato un modo più veloce per finire la manifestazione;

C- Il governo ha convocato (e forse pagato) degli assassini codardi per affrontare e pacifici studenti che manifestavano contro la legge 133, detta Gelmini, per far confondere la gente, dicendo che le proteste in tutto il paese e all'estero sono di carattere politico, e non dei movimenti legittimi contro un atteggiamento retrogrado, neoliberalista dello stesso governo per quel che riguarda l'educazione, l'università e la ricerca in Italia?

D- Tutti gli anteriori.


Io vorrei sapere!

1- Non credo che sono stati i (neo)fascisti o quelli di destra ad affrontare gli studenti "di sinistra". Anzi, il partito Forza Nuova, di estrema destra, si dichiara (immagini 01 - sito del partito Forza Nuova, il 1 novembre 2008) contro la legge 133, detta Gelmini. 

2- Mi sembra strano che le forze d'ordine non sono intervenuti contro i delinquenti e codardi che hanno affrontato i manifestanti in Piazza Navona, a Roma. Come i tipi sono riusciti a raggiungere il corteo? Chi ha autorizzato? Come hanno fatto a parcheggiare e sbarcare in pieno centro? Potrebbe essere un'autorizzazione superiore? 

3- I tipi sono degli assassini pagati da qualcuno. Il governo italiano si è perso con la maggioranza assoluta degli studenti che dicono NO alla 133 e al dc 137. 

4- Sono contro qualche tipo di violenza, armata o no. Un atto violento non potrà mai essere giustificato. Gli assassini (immagine 02), che ratifico: secondo me non appartengono a nessun gruppo politico, ma sono dei mercenari pagati, hanno affrontato un gruppo di giovani pacifici, che protestano contro, ripeto ancora, una legge retrograda. Vorrei sapere se il più forte di questi tipi schifosi e violenti, ci sarebbe per affrontarmi. Uomo contro uomo, uno contro uno. Senza arme, senza compagni, senza ideologia, senza niente. Sono sicuro di no! Non perché sono più forte, ma perché sono dei codardi. Tra l'altro, non farei mai ciò, perché come ho detto, sono contro la violenza. 

5- Ormai si manifesta anche a Parigi contro il governo italiano, "la vergogna dell'UE nell'educazione". Faremmo vedere a tutti i cittadini parigini e ai migliaia di turisti che passano per questa fantastica città che l'Italia è retrograda nell'elaborazione di leggi per l'educazione e per la ricerca scientifica.



lunedì 27 ottobre 2008

L'Italia neoliberalista

Mi fa troppo male al cuore non poter esserci in Italia adesso. Al punto di non riuscire a godere il fascino parigino.

Vorrei essere di fianco, insieme ai miei compagni e agli altri studenti che protestano contro i decreti 133/137, conosciuti ormai come "legge Gelmini"*. Non solo per il piacere di fare una protesta, rivendicare qualcosa, come una delle mie amiche italiane a Parigi! No, assolutamente no! In questi giorni mi dimentico che sono brasiliano. Prendo soltanto la mia metà italiana e soffro con l'atteggiamento irresponsabile del governo. Il mio sangue è caldo. Sono agitato e profondamente triste con l'attuale situazione della politica del bel paese, per quello che riguarda l'educazione. Ho letto e riletto i presenti decreti. Sono abbastanza arrabbiato con tutto ciò che ho letto. Non sono d'accordo proprio per niente con una sola parola in quelli articoli.

La colpa ormai è nostra, di tutti noi che abbiamo votato ad aprile scorso. Soprattutto della sinistra, persa in discorsi ridicoli e retrogradi. Senza un programma decente e presentabile per gestire il Paese. Hanno avuto il mio voto, perché non mi sentivo di voltare PD. Non ero e non sono però soddisfatto di aver fatto una "X" nel logo del mio partito rosso (rosso di vergogna).

Togliere dei fondi all'educazione è tipico di un governo neoliberalista, che privilegia soltanto coloro che hanno più possibilità finanziarie. E la maggior parte della popolazione? Questo fatto è osceno e ratifica qualsiasi manifestazione (non pacifica!).

Anche per le cose dette più "piccole" o discutibili dei decreti non si trova niente che potrebbe giustificarli. In una breve analisi pensiamo all'insegnante unico: Venti, venti e cinque bambini che dovranno essere educati da una sola persona? Non va! E poi come questa potrà giudicare il comportamento di un bambino? Non è giusto!

Il grembiule: Beh, il ritorno dei Puffi ( Schtroumpfs)? Con la scusa per evitare la discriminazione sociale. Stiamo scherzando? Ieri sono andato con un'amica italiana, più piccola di me, ma forse più saggia, a prendere un Kir (aperitivo tipico francese), ad un bar a Saint Germain. Abbiamo parlato per ore sui decreti. Ad un tratto lei ha detto: "Pensano di risolvere i problemi nell'ultimo anello della catena, quando invece vanno risolto alla base". Tutti con gli stessi vestiti non cambia il problema, non guarisce la malattia del pregiudizio e della disuguaglianza sociale. Uno avrà un grembiule sempre pulito, stirato, nuovo. Così come le scarpe, i cellulari, gli astucci, ecc. L'altro di meno! La soluzione, come dice la mia amica é lavorare con i bambini, insegnando che l'essere è più importante che l'avere. 

E così poteri prolungarmi a criticare ogni parte dei decreti. Ho già scritto troppo. Basta.

Adesso attendiamo l'omologazione di queste leggi assurde, ma non possiamo fermarci con le manifestazioni e proteste. Almeno quelli che hanno sostenuto l'attuale governo italiano, tra alcuni anni, pensano meglio prima di votare. E noi invece, che non li abbiamo votato, possiamo manifestare sempre contro le ingiustizie, ed imparare a fare dei programmi degni e coerenti con la grandezza del nostro Paese, non come ad un centro sociale (per carità, i centri sociali hanno la loro importanza, ma è molto diverso di gestire una nazione come l'Italia).

Dai ragazzi, forza! 



sabato 25 ottobre 2008

L'opportunità è ORA!


Ovviamente non potrei scrivere altro, in questo mio ritorno dopo un lungo periodo assente, che ciò che è in più evidenza nel contesto politico italiano: i decreti legge 133-137, conosciuto come il decreto Gelmini, ereditato dell'attuale ministro dell'Istruzione, Maristella Gelmini.

Il suo provvedimento più giudicato è il decreto legge n.137 di settembre/2008, chiamato Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, che tra altre cose prevede la reintroduzione del maestro unico nella scuola elementare (art. 4, paragrafo 1), la valutazione nella pagella dello studente del suo comportamento in classe (art. 2, paragrafi 2 e 3, giustificato nel controllo del bullismo nelle scuole) e, soprattutto, ai tagli con l'educazione nel paese.

Non voglio entrare nei meriti dei decreti. In sostanza non sono per niente d'accordo, non perché ho una visione politica diversa dal governo, però per ragioni pratiche. L'educazione, secondo me, dovrebbe essere insieme alla sanità, priorità di qualsiasi governo. L'espressione "tagli", sostenuta anche del presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano, suona male e è una strada sbagliata, pericolosa. 

Ci vorrebbe sì una ristrutturazione dell'Educazione in Italia, dall'asilo all'università, con urgenza. La proposta della Gelmini è retrograda e inefficace. Credo che sia più un aiuto alla finanza nazionale, un adattamento di soccorso all'atteggiamento neoliberalista del governo, come autore e attore principale il signor Ministro dell'Economia e dele Finanze Giulio Tremonti, ovviamente sostenuto dei ministri di Stato, Maristella Gelmini, Renato Brunetta (Pubblica Amministrazione) e Silvio Berlusconi (il primo ministro). Una vergogna!

Uno dei miei colleghi sociologi mi ha scritto sul facebbok che trova le manifestazioni contro i decreti "Gelmini-Brunetta-Tremonti-Berlusconi" (decreto legge 133 e decreto legge 137, entrambi 2008) esagerate. Se fossero soltanto per i decreti forse anch'io potrei dire lo stesso. Ma no! Assolutamente NO! Credo che i decreti ara le scintille mancante per questa che potrà (e mi auguro che sia) essere la rivoluzione, partendo da noi studenti universitari. 

Lo studente oggi è un schiavo del voto. Studia per superare l'esame, aver un buon voto e il chance di trovare un lavoro decente, dandogli la possibilità di vivere, o sopravvivere. Dunque: un idiota. L'università ha perso il suo senso, e integra soltanto un sistema formativo, necessario nel percorso della vita. 

Io sono contento e ottimista con le manifestazione in tutto il paese. Non sarà in vano. Forse i presenti decreti saranno comunque omologati, anche se il presidente Napolitano usa il suo poter di VETO, i decreti ripassano alle Camere dei parlamentare, che dopo danno l'ennesima fiducia, obbligando quindi l'omologazione. Questa però può essere l'opportunità di invadere le strade, di lottare, di protestare; di crescere e fare, e non soltanto "parolaiare", come fanno attualmente i partiti e politici della sinistra italiana che, in generale, sono abbastanza limitati e anche loro retrogradi, con i soliti discorsi del '68, o gli studenti che parlavano, parlavano e parlavano (forse parlano ancora), ma alla fine gran parte di loro erano dei "fighetti", che non usavano dei vestiti firmati, ma spendevano 100 euro con altre cose inutili, non si preoccupavano con la realtà società in generale. Atteggiamenti egoisti ed arroganti).

Adesso sono a Parigi. Vorrei essere a Trento, vicino ai cari veri COMPAGNI. Stefano, Baldo, Vero, Michi (che anche lui è all'estero adesso), Corrado, Erica; Sara e Bob (che sono con me adesso), ecc. Va bene. Vi penso e faccio la mia parte.

Nel titolo ho messo il link per il sito del governo italiano, con i presenti decreti, per chi non ha letto ancora.