domenica 9 novembre 2008

Il paese senza i giornalisti

Sarei troppo duro e bugiardo se dicessi che in Italia non esiste la Stampa, o meglio che non ci sono i giornalisti veri. Anzi ci sono i bravi professionisti, pochi però!

Parlavo con con un'amica del nord del paese, che difende la tesi che i giornalisti sono soltanto coloro che hanno un lavoro con contratto firmato con una testata. Mi dispiace se lei pensa così, perché io non ce la faccio a chiamare "collega" coloro che scrivano al "Il Giornale", per esempio. E tanti altri, soprattutto del gruppo Mediaset

Il giornalista è una professione, non un cargo. Questo la mia giovane amica non capisce. Un medico che non lavora al momento, sarebbe ben capace di aiutare una persona bisognosa, ma uno che non ha studiato medicina, che quindi NON è medico, all'ospedale, metterebbe il malato in pericolo di morte (e non in pericolo di vita, come erroneamente i giornali italiani insistono in scrivere). Così è l'Italia per quello che riguarda il giornalismo.

L'Ordine dei Giornalisti è un frutto del fascismo. Emilio Fede, Giuliano Ferrara e altri noti giornalisti potrebbero essere al massimo pubblicisti. 

...

La nuova perla di Silvio Berlusconi: "Obama [...] è giovane, bello e abbronzato". Beh, cosa scrivere sul di questo?! Vergogna di essere italiano. L'Italia è un paese meraviglioso. Una potenza in qualsiasi aerea, tranne politica. Mussolini, Craxi, Berlusconi, Cossiga, Bossi, Andreotti, ecc.


...


Manifestazione NO GELMINI - il 14 febbraio: Ci siamo. Uniamoci a Paris, davanti al consolato italiano a Parigi:

il 14 Febbraio
Ore: dalle 10 alle 12 - mattino

Dove: Consolato Italiano a Parigi
blvd EMILE AUGER 5
75016 Paris


giovedì 6 novembre 2008

MANIFESTAZIONE NO GERMINI PARIGI

Ciao a tutti!

Il 14 novembre 2008, alle 9.30 dal mattino, ci si trova davanti alla fermata della mètro Odion a Parigi (linee 4 e 10). Tutti in nero, con cartelli, fischietti, striscioni per protestare contro il governo di Silvio Berlusconi e le sue pazzie per ciò che riguarda l'istruzione e l'università in Italia.

Poi con la linea 10, andiamo alla fermata MICHEL-ANGE AUTEIL, si fa il cambio, linea 9, verso la fermata LA MUETTE. La manifestazione sarà davanti al consolato italiano a Parigi, 5, Blvd Emile Augier, 75016, seguito della consegna del manifesto contro la legge 133/2008, il dc 137/2008 e le riforme universitarie italiane, al console Luca Maestripieri, che inoltrerà al governo italiano.

Dopo si fa un sit-in davanti all'ambasciata italiana, 51 rude de Varenne 75007, metro Rue de Bac.

Informazioni: http://nogelminiparis.blogspot.com
E-mail: nogelminiparis@gmail.com

Baci a tutti!


IL MONDO CHIAMATO BRASILE - No al preconcetto!

Luana Piovani, attrice brasiliana;

Ibiri, indigena brasiliana

Rodrigo Santoro, attore brasiliano;

Ana Hickman, conduttrice di TV brasiliana;

Danielli Yuti, atleta brasiliana;

Giselle Bundchen, modella brailiana;

Edson Arantes do Nascimento, ex calciatore brasiliano;


Molto si parla del preconcetto in Italia e in Francia. Un problema sociale, soprattutto nel bel paese. Non soltanto da parte dei politici, ma nella società in generale.

Nei principali giornali italiani trovo ogni giorno degli articoli xenofobi. La Repubblica mi fa proprio schifo. I giornali regionali, come per esempio l'Adige e il Trentino, a Trento, e l'Arena, a Verona, la situazione allora è ancora peggio. Considero però che in Italia non esiste proprio il vero giornalismo. Ovvio che ci sono quelli bravi, che cercano di essere imparziali, no passionali e di soltanto informare (gli occhi della società). Sono pochi. La Stampa italiana è tutto altro che giornalismo, soprattutto nei servizi di cronaca.

Nel mezzo accademico è uguale. Ci sono degli studenti che predicano il no al pregiudizio, no al preconcetto ma alla fine sono xenofobi anche loro. Tra i futuri sociologi sono quelli che, nonostante abbiano un cuore "buono", hanno l'intenzione di studiare "i diversi" dal loro punto di vista. Un atteggiamento arrogante, secondo me. Uguale come ricercare sugli animali.

Però ... (sempre c'è un però!) ... la situazione in Brasile è ancora peggio. Un paese praticamente formato della missigenazione. Là ci sono i "rossi", la minoranza assoluta, i brasiliani "veri" che vivano nelle riserve, i "gialli" (una grandissima comunità di giapponesi), i "neri" (quasi la metà della popolazione), e i "bianchi" di origine europea. Un brasiliano può avere la pelle scura, come Pelé o Ronaldinho; biondo con gli occhi blu, come Giselle Bundchen, un indio o un orientale. Aver i cognome Silva, come Ayrton Senna da Silva o Luiz Inacio da Silva (il presidente LULA); Nascimento, Souza, Tagliavini, Cabrini, Mitraud, Ferrari, Grillo, Fontana, Fontaine, Obama, Stern, Glaser, Weger, Kofler, Suzuki, Santos, Herrera, ecc. Tutto il mondo in un solo paese. 

Il Brasile, tra l'altro, è un paese completo. Foreste, mare, spiagge, montagne, cascate, musei, sport, cinema, scienza, tecnologia, ricchezza e povertà estrema. La cucina brasiliana può essere pasta, riso, feijoada, frutti, sushi, pesce, couscous. La religione del brasileiro è molto diversificata. Ebreo, cattolico, musulmano, protestante, evangelico, spiritualista, spiritista, ateo, buddista, candoblé, ecc. 

Non è strano, e non stupisce il fatto di una donna, un nero, un sindacalista senza laurea, un omosessuale dichiarato che arrivano al potere politico, oppure sono delle persone che occupano una posizione importante in qualsiasi area economica, commerciale, finanziaria, artistiche, ecc. Nonostante ciò, in Brasile, con tutta questa impressionante diversità, soffre tantissimo con il preconcetto. Se il governo italiano adesso inventa le classi separati per gli straniere, che secondo me è un assurdo, in Brasile questa separazione esiste da sempre.

I media alla fine sono migliore che in Italia, sia per la qualità, che per il contenuto. Però nell'ottava potenza economica mondiale esiste il preconcetto di radice. Le cose stano migliore, per fortuna, ma lontano, molto lontano di poter dire che il Brasile è un paese che convive bene con la diversità. Potrei anche dire, che nella mia interpretazione, la situazione in Brasile è molto peggio che in Europa, alla fine, se una è il vecchio continente, l'altro da più di 500 anni convive con il diverso, con la differenza. Troppo tempo per imparare.

Comunque sia qui, come là, il preconcetto non può essere mai giustificato e/o sopportato.



mercoledì 5 novembre 2008

NO GELIMINI PARIS



Adesso è confermato. Si manifesta a Parigi (NO GELMINI PARIS) contro il governo Berlusconi.

Appuntamento il 14 novembre, venerdì, alle ore 9.30 davanti all'uscita Rue ècole de médecine, mètro Odéon (linee 4 e 10- sud) Paris.  Insieme, con i vestiti neri, striscioni, cartelli, fischi e la barra con l'istruzione italiana,  prendiamo la linea 10 verso la fermata Michel-Ange AUTEUIL. Cambio alla linea 9 fino la fermata LA MUETTE. Camminiamo circa due minuti fino al 5, Blvd EMILE AUGIER 75016, Consolato Generale d'Italia a Parigi, dove facciamo il funerale simbolico dell'istruzione italiana, grazie alla legge 133 e al dc 137 (detti Gelmini), e consegniamo al console Luca Maestripieri una lettera di disapprovazione al governo italiano per quello che riguarda il sistema educativo. 


L'arrivo dell'Anticristo



Penso che molti protestanti ortodossi adesso sono sicuri che "la fine del mondo" è arrivata. Il nuovo presidente degli Stati Uniti dell'America, BARACK HUSSEIN OBAMA II, sarebbe il personaggio perfetto per i cospiratori religiosi.

I cristiani aspettano il ritorno del "Messia", che li porterà al paradiso. Prima però, secondo i libri apocalittici della bibbia, il mondo avrà molti problemi. La miseria, l'egoismo, l'individualismo, le guerre, i conflitti, la criminalità, il CAOS. Dopo, sempre secondo le scritture sacre, dovrebbe arrivare un politico che condurrà le nazioni alla pace universale. Un leader carismatico, che porterà la speranza all'umanità. Sarà amato da tutti. Un idolo mondiale, irreprensibile. Quasi un'unanimità tra la gente. Non ci saranno più confini, guerre, almeno nei primi anni, che servano per conquistare gli essere umani per dopo distruggerli. Alla fine, i santi biblici parlano del falso profeta, il falso messia, l'anticristo. Prima la pace, la nuova era, dopo il tradimento, la morte.

Ovviamente NON condivido quest'idea. Anzi mi fa proprio ridere. Devo dirvi però che non sono felice né triste con la vittoria di Obama. 

Barack Obama, senza dubbio, è un personaggio affascinante. Carismatico, forte, umano. Diverso di tutti gli altri presidenti nordamericani finora. Il suo primo discorso subito dopo la vittoria era emozionante.

Alcuni dei miei amici hanno messo, addirittura, sul MSN, sull'Orkut, sullo Skype e sul Facebook, delle frasi che celebrano i risultati delle elezioni degli USA. I giornali in tutte le parte del pianeta evidenziano la foto di Obama sulle copertine. Le Figaro e Le Monde qui a Parigi hanno fatto delle edizioni extra-ordinarie con la foto gigante di Obama, e hanno convocato delle belle e carine ragazze per vendere gli esemplari storici per le strade parigine. In TV non si parla d'altro. Fanno vedere, rivedere le immagine da cinema del primo discorso del neofito capo degli USA. Le bandiere americane che si muovono uniformemente con il - finto - vento, la dolce famiglia Obama insieme a lui, le persone emozionate con gli occhi bagnati di lacrime, che sorridono orgogliosi. Una grande trasmissione. Perfetta. Il nuovo "RE del mondo", che arriva con gloria ed onore. Tra l'altro, forse la ragione più importante, Barack Obama, il 44° presidente degli Stati Uniti d'America, è il responsabile per la fine di un'era di orrore, del grande "diavolo" George Walker Bush

Non ho mai visto Bush o qualsiasi presidente degli USA come il protagonista principale di tutte le scelte "buone" o cattive" di quel paese. Anzi, lui, Bush, così come il suo padre, Clinton, Nixon, Ford, Carter e anche Obama rappresentarono e rappresentano i personaggi principali di un sistema neoliberalista. Non è stato Bush che ha deciso di invadere l'Iraq. Gli USA, male che siano, non hanno un regime totalitarista o dittatoriale. Il sistema italiano, per esempio, è molto peggiore, con il primo ministro che è proprietario di una rete di comunicazione. Questo fatto sì è triste e ridicolo, ma torniamo alla copertina del momento. Con questo lungo testo vorrei soltanto dire che anche se Obama mi sta simpatico, come personaggio pubblico, non ho nessuna aspettativa. Non sono ottimista né pessimista. Prima di giudicarlo, o meglio, giudicare il suo governo, cioè il sistema, dovrei attendere alcuni anni. Comunque rimango incredulo a qualsiasi governo degli USA. Attenzione, non sono un anti-americano. Tutt'altro, ma sono soltanto critico.

Auguro al signor Barack molta fortuna e saggezza nei prossimi quattro anni.







domenica 2 novembre 2008

NO GELMINI anche a Parigi


Oggi sarà il primo incontro degli studenti italiani a Parigi per discutere le manifestazioni contro il governo Berlusconi, la legge 133 e il decreto legge 137.

Nonostante il premier italiano abbia deciso fare una pausa sulle riforme universitarie, la situazione è ancora nera e noi studenti non possiamo fermarci. La "legge Gelmini" ormai è stata omologata, ma ciò non può frenarci. Le proteste non sono in vanno. "Noi" abbiamo scelto l'attuale governo. Loro dunque sono legittimati a fare quello che vogliano e niente si può fare per cambiare al momento. Stiamo però investendo nel futuro, alle prossime elezioni, regionali e quella nazionale. Il nostro urlo e indignazione sono importanti.

L'incontro sarà al bar CARAVANE: 5, rue de la Fontaine 75011, metro Republiquè, alle ore 18 (Domenica, 2 novembre 2008).

Informazioni: +33 6 72 41 63 08


sabato 1 novembre 2008

Le domande senza risposte - Si manifesta a PARIGI



Immagine 01



Immagine 02

Perché e come una militanza organizzata e armata di giovani vestiti in nero, sbarca dagli autobus nel centro di Roma (piazza Navona) pronto ad affrontare i pacifici studenti che manifestavano contro la legge retrograda 133, senza che gli inutili delle forze di (dis)ordine intervengono?

A- Quelli delle forze di ordine sono veramente degli inutili, e guardavano le belle studentesse italiane o parlavano del campionato, e così non si sono accolti che 300 delinquenti circa formavano un onda di cattiveria;

B- I 300 delinquenti che hanno affrontato gli studenti erano dei poliziotti in borghesi, che volevano tornare a casa presto per vedere la partita, e quindi hano trovato un modo più veloce per finire la manifestazione;

C- Il governo ha convocato (e forse pagato) degli assassini codardi per affrontare e pacifici studenti che manifestavano contro la legge 133, detta Gelmini, per far confondere la gente, dicendo che le proteste in tutto il paese e all'estero sono di carattere politico, e non dei movimenti legittimi contro un atteggiamento retrogrado, neoliberalista dello stesso governo per quel che riguarda l'educazione, l'università e la ricerca in Italia?

D- Tutti gli anteriori.


Io vorrei sapere!

1- Non credo che sono stati i (neo)fascisti o quelli di destra ad affrontare gli studenti "di sinistra". Anzi, il partito Forza Nuova, di estrema destra, si dichiara (immagini 01 - sito del partito Forza Nuova, il 1 novembre 2008) contro la legge 133, detta Gelmini. 

2- Mi sembra strano che le forze d'ordine non sono intervenuti contro i delinquenti e codardi che hanno affrontato i manifestanti in Piazza Navona, a Roma. Come i tipi sono riusciti a raggiungere il corteo? Chi ha autorizzato? Come hanno fatto a parcheggiare e sbarcare in pieno centro? Potrebbe essere un'autorizzazione superiore? 

3- I tipi sono degli assassini pagati da qualcuno. Il governo italiano si è perso con la maggioranza assoluta degli studenti che dicono NO alla 133 e al dc 137. 

4- Sono contro qualche tipo di violenza, armata o no. Un atto violento non potrà mai essere giustificato. Gli assassini (immagine 02), che ratifico: secondo me non appartengono a nessun gruppo politico, ma sono dei mercenari pagati, hanno affrontato un gruppo di giovani pacifici, che protestano contro, ripeto ancora, una legge retrograda. Vorrei sapere se il più forte di questi tipi schifosi e violenti, ci sarebbe per affrontarmi. Uomo contro uomo, uno contro uno. Senza arme, senza compagni, senza ideologia, senza niente. Sono sicuro di no! Non perché sono più forte, ma perché sono dei codardi. Tra l'altro, non farei mai ciò, perché come ho detto, sono contro la violenza. 

5- Ormai si manifesta anche a Parigi contro il governo italiano, "la vergogna dell'UE nell'educazione". Faremmo vedere a tutti i cittadini parigini e ai migliaia di turisti che passano per questa fantastica città che l'Italia è retrograda nell'elaborazione di leggi per l'educazione e per la ricerca scientifica.